Ricciardi: “C’è rischio di 16mila casi al giorno a dicembre. Errori di Regioni e personalità illustri”

Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, parla dei rischi che si corrono nei prossimi mesi coi casi di coronavirus in Italia.

8 Ottobre 2020 17:43

Walter Ricciardi, ordinario di Igiene Generale e Applicata alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma e consigliere del ministro della Salute per l’emergenza Covid-19, oggi ha parlato ad Adnkronos Salute e alla trasmissione tv Agorà su Raitre.

Nel primo caso ha detto:

Se non ci muoviamo, c’è il rischio di arrivare a 16mila casi al giorno. Ma abbiamo sette armi per evitarlo: distanza, mascherine, igiene delle mani, App Immuni, vaccino antinfluenzale, rafforzamento di terapie subintensive e pronto soccorso, e infine più test e tracciamento con i dipartimenti di prevenzione.

E ad Agorà ha spiegato:

Siamo sulla lama di un rasoio, se non interveniamo subito tra due o tre settimane rischiamo di ritrovarci come in Francia, Spagna e Gran Bretagna. Se non rinforziamo l’attività di testing con uomini e tamponi, se non attrezziamo i servizi sanitari in vista dell’influenza, siamo nei guai. Le persone contagiate devono essere indirizzate esclusivamente nei Covid hospital, ma bisognava aver già allestito Pronto soccorso dedicati ai sospetti Covid e prevedere percorsi separati dentro gli ospedali per evitare pericolose commistioni. Molte regioni però si sono addormentate e si è fatto poco o nulla. Ora con i ricoveri per influenza negli ospedali si rischia il caos.

E a proposito di Regioni, Ricciardi ha puntato il dito contro alcune di esse:

La Campania è in una situazione di grandissima difficoltà. Ha da sola in questo momento lo stesso numero di casi che c’era in Italia a maggio. Di fatto quindi la Campania, ma anche un po’ il Lazio e la stessa Lombardia – che è stata la regione dove tutto è originato e dove la curva epidemica non si è mai azzerata, quindi è ripartita – sono regioni che destano certamente preoccupazione. L’errore maggiore lo hanno commesso personalità illustri della politica e della scienza alimentando l’illusione che tutto fosse finito e che il virus si fosse attenuato. Ma se i contagi non si azzerano la curva epidemica inevitabilmente riprende a salire. Tanto più quando si inducono le persone ad abbassare la guardia.

Ed ecco come Ricciardi spiega il nuovo aumento di casi positivi:

Tanti sono andati in vacanza in Paesi come Croazia, Malta, Grecia e Spagna che non avevano mai attuato misure rigorose come le nostre e quindi più a rischio. Ma anche in alcune nostre regioni, in testa la Sardegna, sono stati autorizzati e incoraggiati ristoranti, bar, discoteche e spiagge dove nessuna regola era applicata. Così si sono infettati tanti ragazzi che poi tornando a casa hanno trasmesso il virus ai loro familiari. Questo è un virus insidioso e contagiosissimo, che si diffonde a ritmo esponenziale. Oggi il contagio avviene in famiglia. L’età media è intorno ai 50 anni. La cosa che dobbiamo evitare è che vengano contagiati gli anziani, perché nel momento in cui viene contagiato un anziano il decorso clinico può essere molto più grave rispetto alle persone di un’età più giovane.

Poi Ricciardi ha parlato del tanto temuto lockdown:

Noi vogliamo e dobbiamo evitare un lockdown nazionale e vogliamo evitare anche i lockdown locali. È chiaro che per farlo dobbiamo limitare la circolazione del virus. E queste strategie di contenimento basate su tre pilastri, cioè la distanza di sicurezza, le mascherine e l’igiene delle mani e degli ambienti di vita e di lavoro, sono i perni essenziali comportamentali su cui basarsi.

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