Riaperture, scuole e pass vaccinale: oggi il parere del Cts

Il comitato si riunirà oggi per presentare al governo le proprie impressioni sui temi da affrontare nel prossimo Dpcm, atteso per venerdì

Le riaperture saranno al centro del prossimo incontro del Comitato tecnico scientifico, che alle 17 di oggi si riunirà per discutere le misure previste nel decreto che il governo emanerà a giorni, probabilmente venerdì. All’ordine del giorno la posizione di bar, ristoranti e altre tipologie di locali che potranno riaprire solamente a determinate condizioni. Facile pensare quali possano essere i capisaldi per rialzare le saracinesche dopo mesi di inattività: utilizzo esclusivo degli spazi all’aperto, rispetto delle regole sul distanziamento, obbligo di mascherine e dispositivi disinfettanti all’entrata dei locali.

L’altro nodo da affrontare sarà sicuramente quello della scuola: il governo vorrebbe garantire la didattica in presenza al 100% almeno per l’ultimo mese di lezioni, ma i nodi da affrontare sono tanti. Sia il più basilare, ovvero come garantire il distanziamento e la sicurezza in aula, sia come permettere la fruizione di mense in cui, inevitabilmente, le distanze tendono a diminuire. Altro tema legato alla scuola è quello del rientro in aula di chi è risultato positivo: gli insegnati e tutto il personale possono ritornare a lavorare in presenza solo dopo un tampone negativo, gli studenti invece possono uscire di casa a 21 giorni dal primo test positivo anche senza ulteriori conferme. I punti, però, sono da confermare. Allo stesso modo, resta da vedere se saranno trattati argomenti relativi agli sport, dal calcetto alle piscine passando per quelli da contatto, la cui ripresa però dovrebbe essere confermata.

Pass vaccinale e coprifuoco

Da discutere anche la possibilità di introdurre un pass vaccinale per chi ha avuto il Covid (da meno di 6 mesi), è stato vaccinato o ha ottenuto un risultato positivo da un tampone nelle precedenti 48 ore. È impossibile che sia pronto per la fine di questa settimana, ma già la discussione potrebbe accelerarne la nascita. Nascita che potrebbe essere favorita già dall’esistenza (ma dall’evidente insuccesso) dell’app Immuni, come suggerito qualche settimana fa dal ministro per l’Innovazione tecnologica Vittorio Colao.

È indubbio però che al momento il discorso sul pass sia in ritardo e che l’iniziativa possa essere affrontata da ogni regione in maniera differente. I dubbi a riguardo sono tanti: come funzionerebbe? Quale ente rilascerebbe le certificazioni? C’è ancora tantissimo lavoro da fare a riguardo, ma la volontà dell’esecutivo è di svilupparlo al più presto per permettere la circolazione delle persone e la ripresa del settore turistico.

Dal 26 aprile, poi, il decreto dovrebbe consentire lo spostamento tra regioni gialle, mentre tra le regioni arancioni e rosse ci si potrà spostare solamente per lavoro, salute e urgenza, sempre con autocertificazione. Autocertificazione che, in attesa del pass, servirà anche per spostarsi per le vacanze: nel documento bisognerà attestare di essere vaccinati, di aver effettuato un tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti o di essere guariti. Non basterà però solo la propria parola, perché sarà necessario allegare il certificato che attesti la somministrazione della seconda dose o l’esito del test. Per certificare la guarigione servirà l’apposito attestato dell’Asl.

Infine, si potrà discutere della possibilità di estendere (ma non di rimuovere) il coprifuoco, da mesi fissato alle ore 22. La proposta di Meloni e Salvini è di prorogarlo almeno di un’ora, cioè fino alle 23, e si sono detti favorevoli i presidenti delle regioni e i ristoratori. Difficile che la proposta passi, ma a questo punto bisognerebbe anche interrogarsi sul senso di consentire le riaperture dei ristoranti a cena e del contestuale coprifuoco ben prima di mezzanotte.

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