Recovery, in arrivo le lauree abilitanti: ecco chi è coinvolto

Nel Pnrr è previsto che, per determinate professioni, basterà la laurea per poter esercitare la professione. Eliminato l’esame di Stato

Tanti saluti all’esame di Stato: per garantire l’accesso più rapido a determinate professioni, il Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza, qui le oltre 300 pagine) del Governo Draghi introdurrà la laurea abilitante, un meccanismo utilizzato a inizio pandemia anche dall’esecutivo di Giuseppe Conte per reclutare in maniera immediata nuovi medici. Allora, nel marzo 2020, fu resa abilitante alla professione la Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, che permise di mandare sul campo oltre 10mila “nuovi” medici che, altrimenti, avrebbero dovuto sostenere l’esame di Stato. Adesso, nel Recovery dell’esecutivo (qui la bozza) è prevista l’estensione di questo meccanismo anche in altri ambiti.

Al momento, per diventare “professionisti” in determinati settori è necessario seguire un percorso abbastanza comune: laurea-tirocinio-esame di Stato. Le cose potrebbero cambiare molto rapidamente, e non solo per merito dell’esecutivo ora in carica: già ad ottobre, il governo Conte aveva approvato un disegno di legge (proposto dall’ex ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi) per “spostare” il tirocinio all’interno dei corsi universitari, con conseguente abilitazione al momento dell’esame di laurea.

Una previsione evidentemente apprezzata anche dal nuovo esecutivo, che in un Programma votato alla semplificazione ha inserito anche questa misura: “La riforma prevede la semplificazione delle procedure per l’abilitazione all’esercizio delle professioni, rendendo l’esame di laurea coincidente con l’esame di Stato, con ciò semplificando e velocizzando l’accesso al mondo del lavoro da parte dei laureati“.

Gli ambiti coinvolti

La riforma non riguarderebbe tutte le professioni: in particolare, sarebbero coinvolti i laureati in Farmacia, Veterinaria, Odontoiatria e Psicologia, che darebbero l’abilitazione per svolgere le relative professioni. Poi, le lauree professionalizzanti per l’edilizia e il territorio, le tecniche agrarie, alimentari e forestali, le tecniche industriali sarebbero abilitanti alla professione di geometra laureato, agrotecnico laureato, perito agrario laureato e di perito industriale laureato.

Nel provvedimento è anche previsto che altre lauree che consentono l’accesso agli esami di Stato possano essere resi abilitanti su richiesta dei consigli degli ordini, dei collegi professionali, delle relative federazioni nazionali.

Le altre previsioni per l’istruzione

Nel Recovery l’istruzione sarà coperta a 360°, dall’asilo all’università. L’esecutivo vorrebbe creare circa “228mila posti” negli asili, di cui 152mila per i bambini fino a 3 anni e 76mila nella fascia 3-6 anni. Nei piani del governo, quindi, c’è anche quello di investire pesantemente nell’edilizia scolastica, con l’obiettivo di costruire o ristrutturare “circa mille edifici entro il 2026”, anche nella prospettiva di mantenere le scuole aperte il più tempo possibile, attraverso “l’attuazione graduale del tempo pieno” e “la costruzione o la ristrutturazione degli spazi delle mense”.

Progetti che coinvolgono anche le palestre dei plessi scolastici: “L’obiettivo è quello di potenziare le infrastrutture per lo sport e favorire le attività sportive a cominciare dalle prime classi delle scuole primarie”. Infrastrutture che vanno di pari passo con la “scuola digitale“, che comprende il cablaggio di 40mila edifici. Investimenti importanti anche per gli alloggi degli studenti universitari fuorisede, che saliranno “da 40 a 120mila entro il 2026”, mentre aumenteranno ancora le borse di studio, da 220 a 400mila, con una media di 4mila euro a studente.

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