Otto mesi in ospedale per Covid: la storia di uno dei malati più longevi

La storia di Stefano Lancilli, poliziotto di Borghetto Lodigiano, colpito dal coronavirus il 4 marzo e uscito dall’ospedale il 9 ottobre

Stefano Lancilli, ha raccontato la sua storia oggi al Corriere della Sera. Si tratta di uno dei malati di Covid più longevi: risultato positivo il 4 marzo a Codogno, è uscito dall’ospedale il 9 ottobre scorso. Il 55enne poliziotto, centralinista della Questura di Lodi, è rimasto in ospedale per oltre otto mesi passando da un nosocomio all’altro prima per polmonite e legionella, poi per coronavirus. “È un virus duro, molto duro”, racconta Lancilli al quotidiano milanese l’uomo che al suo ritorno a casa, con tanto di volante con sirena spiegata, è stato accolto dal questore Giovanni Di Teodoro.

Covid: da 48 ore di vita alla guarigione

Il calvario del poliziotto è iniziato comunque molto prima della positività al Covid. A novembre 2019, infatti, viene ricoverato per una polmonite, ma ha poi scoperto di avere la legionella. Dopo due settimane di terapia intensiva, sembrava che fosse passato tutto, ma in seguito è stato ricoverato a Codogno per problemi ortopedici. Qui Lancilli lamenta nuovi problemi respiratori, ci sono i sintomi di una nuova polmonite e considerato che l’uomo è cardiopatico e diabetico, i medici gli danno addirittura solo 48 ore di vita. “Ero quasi rassegnata a perderlo”, ammette la moglie.

Il tampone negativo è stata una liberazione, ma del periodo di lockdown Lancilli dichiara di non ricordare nulla. Nella sua memoria c’è un vuoto di oltre un mese. “Per la riabilitazione mi hanno trasferito a Sant’ Angelo Lodigiano, i muscoli completamente atrofizzati dall’allettamento obbligato, dal busto in giù non riuscivo a muovere un passo”, continua il racconto dell’uomo.

Il Covid ovviamente lo ha segnato per sempre, nel fisico e nella mente, insiste la moglie del poliziotto. “Da quando ha messo piede in ospedale ha perso 35 chili, ha impiegato mesi anche solo per passare dal letto a una sedia. Rischiava di finire su una carrozzina per tutta la vita. E invece è riuscito a ricominciare a camminare, i medici sono stati eccezionali”. Per via delle sue malattie pregresse, acuite dal contagio da Covid, Lancilli è stato pensionato anticipatamente del Ministero dell’Interno. “Mi mancheranno molto i colleghi, che mi sono stati davvero vicini, ma ora inizia una seconda fase della mia vita. Ho perso un anno con la mia famiglia, m’interessa solo stare con loro e veder crescere i miei figli”.

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