Omicidio Meredith Kercher: Rudy Guede esce dal carcere. Vivrà in centro a Viterbo

L’unico condannato per l’omicidio di Meredith Kerchner, Rudy Guede, è fuori dal carcere e vivrà in un appartamento a Viterbo.

Sono passati 13 anni dall’omicidio di Meredith Kerchner, uccisa il 1° novembre 2007 a Perugia, e da oggi, l’unico condannato per quell’uccisione, l’ivoriano Rudy Guede, incastrato dal Dna trovato sugli indumenti intimi della vittima, dichiaratosi sempre innocente, ma condannato a 16 anni con il rito abbreviato, è praticamente libero. Infatti è stato affidato ai servizi sociali, questo significa che svolgerà la sua intera giornata fuori dal carcere tra studio e volontariato alla Caritas e alloggerà in un appartamento che gli è stato messo a disposizione nel centro di Viterbo.

Il suo avvocato Fabrizio Ballarini, intervistato da Il Messaggero, ha spiegato che Guede ha meritato questo sconto perché si è distinto grazie agli studi e al volontariato. Usufruiva già di un permesso speciale legato alla prevenzione dei contagi da Coronavirus e ora il Tribunale di sorveglianza gli ha concesso la libertà grazie a un percorso di reinserimento particolarmente avanzato.

Claudio Mariani del Centro Studi Criminologici di Viterbo, ha spiegato:

L’istanza di affidamento ai servizi sociali è stata concessa dal Tribunale di sorveglianza di Roma in considerazione del documentabile percorso didattico e umano che Rudy ha seguito durante i 13 anni di detenzione. Oggi non stiamo più parlando della solita storia del detenuto modello che si è laureato. Ormai parliamo di un ragazzo che durante i mesi del lockdown è stato, e tutt’oggi è, al servizio dei più fragili della città come volontario della Caritas, diventando una risorsa della nostra comunità.

Durante gli anni in carcere, Guede ha conseguito il diploma, una laura in materie umanistiche con 110 e lode e ha terminato gli studi anche per una seconda laurea. Ha inoltre intrapreso tirocini didattici col Centro studi criminologici di Viterbo ed è stato volontario per la Caritas.

Già l’anno scorso era stato chiesto per lui l’affidamento ai servizi sociali, ma il Tribunale per la sorveglianza rigetto la richiesta e gli concesse la semilibertà, consentendogli di uscire di giorno per lavorare e tornare in cella la notte. Ieri, alle 14, lo stesso Tribunale ha riconosciuto a Rudy Guede il diritto di restare fuori dal carcere anche di notte.

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