Napoli: le associazioni civiche in campo in vista delle comunali

Le associazioni civiche di Napoli hanno presentato le loro idee per l’utilizzo del Recovery Plan denunciando l’immobilismo attuale

C’è fermento a Napoli in vista della fine del “regno” di Luigi De Magistris. Dopo 10 anni, la città partenopea dovrà cambiare sindaco e a meno di un peggioramento dell’emergenza Covid, le urne si dovrebbero riaprire nel capoluogo della Campania tra fine maggio e inizio giugno. I partiti si stanno già organizzando e tra le proposte ci sono nomi “altisonanti” e che hanno già avuto ruoli di spicco nella politica locale e nazionale. De Magistris avrebbe indicato come sua erede l’assessore Alessandra Clemente, mentre per il centrosinistra si fanno i nomi dei ministri Gaetano Manfredi e Vincenzo Amendola, oltre che del presidente della Camera, Roberto Fico, che però in queste ore potrebbe ricevere un incarico esplorativo da parte di Mattarella per la formazione di un nuovo governo. Anche Antonio Bassolino ha dato la disponibilità ad una candidatura, ma l’ex primo cittadino ed ex presidente della Regione Campania, non sembra avere per ora grande cassa di risonanza.

Le proposte sul Recovery Plan delle associazioni civiche

I partiti di centrodestra non sembrano ancora aver trovato la quadra su un unico nome e in ballo ci sarebbero il magistrato Catello Maresca e l’avvocato Sergio Rastrelli. Il nome nuovo in assoluto è rappresentato da Riccardo Maria Monti, manager ed imprenditore che è stato accostato al centrodestra, ma ha subito chiarito in prima persona di essere attualmente impegnato in progetti che vanno oltre gli schieramenti politici tradizionali. A tal proposito, Monti ha preso parte a Palazzo San Teodoro all’evento Next Napoli, durante il quale le associazioni civiche di Napoli hanno esposto le loro prime idee per la città. L’evento ha riunito diverse sensibilità territoriali e che si riconoscono nel gruppo ‘per Napoli Civile’.

Al centro dell’incontro le “proposte concrete su come usare il Recovery Plan per la città” esposte tra gli altri dall’avvocato Gaetano Brancaccio (Portavoce Insieme per Napoli), la professoressa Marilù Ferrara, docente universitaria, la professoressa Maria Luisa Iavarone, pedagogista, il dottore Enzo Perrotta, l’architetto Massimo Pica Ciamarra e appunto l’imprenditore, Riccardo Maria Monti. Durante l’evento, è stato sottolineato il fatto che al momento la città di Napoli, come emerge dal sito ufficiale del comune, non ha ancora predisposto alcun progetto per l’impiego del Recovery Plan, a differenza di altre amministrazioni comunali (Roma, Milano e Firenze), che invece hanno già preparato centinaia di progetti in attesa dell’arrivo dei fondi.

Monti: “I pilastri su cui far rinascere Napoli”

“Da persona che ha lavorato nella macchina dello Stato, vi dico che il Recovery Fund è importante poiché rappresenta un’occasione unica per la nostra città, ovvero quella di superare l’inerzia, la lentezza infinita. Stiamo perdendo l’appuntamento con il Recovery perché non siamo in grado di ingaggiare in maniera intelligente, proattiva e competente, il meccanismo che porta il ‘montepremi’ in progetti cantierabili e completabili con i vincoli”. Qual è la ricetta? Secondo Monti occorre “mettere a terra 4-5 pilastri sui quali deve rinascere la città”, ovvero “il progetto di Bagnoli, Napoli Est, il Waterfront e il centro storico”. Quanto alle prossime comunali, Monti chiude così alle varie indiscrezioni giornalistiche: “Tutti si aspettano il totonomi, noi abbiamo un progetto puntuale, idee chiare e una squadra di persone che vogliono contribuire. O Napoli riparte nei prossimi 5 anni, o la demografia ci darà il colpo di grazia”, conclude.

 

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