Mascherine FFp2: i codici di quelle che non proteggono dal virus

Continuano a circolare mascherine FFp2 che non filtrano per come dovrebbero: ecco i codici dei dispositivi da evitare

Continuano le indagini della magistratura su alcune forniture di mascherine Ffp2 in Italia, che sono risultate ai test non conformi alle normative vigenti. La questione, che è in mano ai magistrati romani, ma non solo, è stata al centro di alcune inchieste giornalistiche delle trasmissioni Fuori dal coro e Le Iene ed hanno dimostrato come siano letteralmente saltati i controlli su alcune forniture di mascherine, mentre altre che invece disponevano di tutte le certificazioni necessarie, siano state stranamente ignorate dal precedente commissario all’emergenza. Non siamo qui per sostituirci agli organi giudicanti, ma un po’ di chiarezza va fatta perché molte di quelle mascherine Ffp2 che non proteggono in sostanza dal rischio di contrarre il virus, sono ancora in circolazione.

Su disposizione del ministro Roberto Speranza, infatti, sono state ritirate dal mercato le U-mask, ma ci sono altre mascherine che non rispondono ai requisiti stabiliti dagli esperti ed è per questo che anche l’Europa ha deciso di fare la sua parte pubblicando online un database tramite il quale è possibile verificare se una mascherina acquistata sia conforme alle normative vigenti e se chi ne ha certificato la qualità e la valenza sia effettivamente autorizzato a farlo. Attenzione, perché anche se non è presente il codice sulla mascherina, potrebbe essere tra quelle validate in deroga dall’Inail. Insomma, meglio controllare sempre sull’elenco, perché secondo alcuni test effettuati di recente, alcune mascherine messe in commercio come Ffp2, in realtà non possono configurarsi come tali perché filtrano solo il 36%, contro il 95% previsto per legge.

Ffp2: i codici delle mascherine da evitare

Per essere affidabile, una mascherina Ffp2 deve essere presente nel database dell’UE o nell’elenco dell’Inail. Non sempre, purtroppo, si riesce a risalire ai codici, ma sul sito della European Safety Federation, un’organizzazione no profit composta da produttori, importatori e distributori di dispositivi di protezione individuale, è presente una lista di società che hanno prodotto certificati quantomeno sospetti. E tra queste, purtroppo, ce ne sono alcune che hanno riversato delle Ffp2 “tarocche” anche sul mercato italiano. Alcune hanno scaricato la colpa sui produttori, che avrebbero apposto sulle mascherine i codici CE in maniera abusiva, ma sta di fatto che qualcuno avrebbe dovuto quantomeno vigilare. Allo stato attuale delle cose, insomma, ci sono organismi non autorizzati a certificare delle FFp2 , ragion per cui se vi imbatteste in dispositivi con i seguenti codici, sappiate che non filtrano per quanto promesso:

– ICR Polska (Polonia) – CE 2703

– CELAB (Italia) – CE 2037

– ECM (Italia) – CE 1282

– ISET (Italia) – CE 0865

– TSU Slovakia (Slovacchia) – CE 1299

Quanto al caso della Universalcert codice CE 2163, non rientra nella lista dei certificati sospetti dell’European Safety Federation, ma due laboratori hanno analizzato le mascherine prodotte in Cina e non sarebbero risultate a norma. L’obiettivo è ora quello di capire se i dispositivi fossero già non conformi al momento della certificazione o se il produttore abbia iniziato a produrne di non conformi dopo aver ottenuto la certificazione.

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