L’Unione Europea anticipa 10 milioni di dosi di Pfizer

L’annuncio della presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Intanto uno studio ha rivelato l’efficacia di Pfizer, Moderna e J&J contro varianti

Dieci milioni di dosi entro giugno del vaccino Pfizer-Biontech che inizialmente erano previste per la seconda metà del 2021 arriveranno in Europa nel secondo trimestre. E’ l’accordo tra la Commissione Europea e BioNTech/Pfizer, un’accelerata come l’ha definita la presidente della Commissione Ursula von der Leyen che arriva a neanche 24 ore dallo stop precauzionale del farmaco di AstraZeneca. Ma tra i due fatti non vi è correlazione. “So quanto sia cruciale il secondo trimestre per l’attuazione delle nostre strategie di vaccinazione negli Stati membri”, ha spiegato la presidente della commissione Ue.

Questi 10 milioni di dosi accelerate – continua von der Leyen – porteranno il totale delle dosi nel secondo trimestre sopra i 200 milioni. E’ un’ottima notizia: questo darà agli Stati membri un margine di manovra e consentirà di colmare mancanze nelle consegne“. I 10 milioni di dosi vengono anticipati dall’opzione di acquisto di 100 milioni di dosi del vaccino esercitabile nel terzo e quarto trimestre 2021. La proposta della Commissione dovrà essere ora approvata dagli Stati membri nel comitato direttivo congiunto.

Successivamente il portavoce capo della Commissione Eric Mamer, in briefing con la stampa a Bruxelles, ha sottolineato che la Commissione Europea “non è coinvolta nella decisione presa” da alcuni Stati membri di sospendere temporaneamente la somministrazione del vaccino anti-Covid di AstraZeneca, dato che “non abbiamo competenze in questo campo”, che sono “molto chiaramente” in capo agli Stati nazionali.

L’EFFICACIA CONTRO LE VARIANTI

Nella giornata di ieri sono stati resi noti i risultati di uno studio, dove è stato appurato che i vaccini Rna messaggero (Moderna e Pfizer-BioNTech) hanno “un’ottima efficacia contro le nuove varianti del Covid”. “Le informazioni più rilevanti sono i dati arrivati da Israele, dove la variante B.1.1.7”, la cosiddetta variante inglese, “è predominante”: e questi dati “hanno dimostrato un’efficacia davvero buona del vaccino di Pfizer/BionTech”, dice Marco Cavaleri, responsabile per la Strategia vaccinale dell’Ema, in audizione davanti alla commissione Envi del Parlamento Europeo, a Bruxelles.

Efficacia non solo sulla variante inglese, ma anche su quella sudafricana e brasiliana. “Il livello di cross-neutralizzazione contro la variante sudafricana, con Moderna – continua Cavaleri – è ridotto di sei volte rispetto alla variante B.1.1.7. Ciò nondimeno, c’è un livello molto elevato di anticorpi neutralizzanti, quindi ci aspetteremmo che il vaccino sia in grado di proteggere dalla variante sudafricana“.

Segnali positivi anche dal vaccino approvato di Johnson & Johnson. “E’ stato studiato – conclude Cavaleri – in un trial clinico grande: hanno reclutato soggetti in varie parti del mondo, inclusi Brasile e Sudafrica. Si è visto che in Sudafrica all’epoca, quando la variante sudafricana era quella che circolava di più, è stata dimostrata la protezione, in termini di protezione dalla malattia moderata ma anche dalla malattia grave“.

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