Locatelli: “Non c’è crescita esponenziale del virus, niente panico”

Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore della Sanità e membro del CTS, sottolinea le differenze tra la seconda e la prima ondata del virus

Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore della Sanità è stato oggi ospite della trasmissione Mezz’ora in più, condotta da Lucia Annunziata. Il componente del Comitato tecnico scientifico ha colto l’occasione per rassicurare sulla seconda ondata di coronavirus. Anche oggi i numeri parlano di un aumento dei positivi nonostante una diminuzione dei tamponi, ma non bisogna farsi prendere dal panico: “Che ci sia stata un’accelerazione dei casi è innegabile – ammette – ma non direi che ci sia una crescita esponenziale. Serve guardare i numeri con allerta ma non con panico”.

Aumentano anche i ricoverati ed è inevitabile che il pensiero vada subito alle terapie intensive, ma la situazione non è minimamente paragonabile rispetto a quanto già accaduto durante i mesi del lockdown. “Solo un terzo dei di casi ieri è sintomatico, a febbraio invece identificavamo tutti soggetti sintomatici. I numeri nelle terapie intensive, 700 ricoverati, non sono neanche lontanamente paragonabili al picco dei 4000 casi”, ci tiene a sottolineare Locatelli. Certo, rispetto alla prima ondata, ci sono regioni che ora stanno facendo i conti con più contagiati, “ma l’Italia – prosegue il presidente del’ CSS – ha un numero di casi positivi rispetto ai test realizzati fra i più bassi, l’età media dei contagiati è più bassa ed il paese che ha un livello di preparazione neanche comparabile”.

Locatelli: “Scuole devono restare aperte”

Insomma, contrariamente alle iniziative già prese da alcuni governatori, non c’è motivo di chiudere le scuole per tornare alla didattica a distanza. “La scuola deve rimanere aperta, è una priorità di questo Paese assieme al lavoro, ed è stato fatto uno sforzo straordinario dai ministri Speranza ed Azzolina. Per altro il contributo della scuola alla diffusione del contagio è stato limitato”. Piuttosto, ammonisce Locatelli, bisogna “tenere d’occhio di assembramenti incrementando i meccanismi di controllo e sorveglianza, è l’unico modo per venirne fuori”.

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