Le prime bombe di Biden

Gli USA protagonisti nella notte di un attacco aereo contro un gruppo filo-iraniano in Siria, è il primo dall’insediamento di Biden

Le forze militari americane sono state protagoniste di un attacco aereo contro una struttura filo-iraniana in Siria. Si tratta delle prime bombe in assoluto sganciate dagli Usa da quando si è insediato alla Casa Bianca il democratico Joe Biden. Secondo quanto riferiscono i media statuintensi, citando fonti del Pentagono, si tratterebbe della risposta a tre attacchi missilistici subiti dalle forze americane in Iraq. Il raid USA avrebbe causato almeno 17 morti tra i combattenti siriani in favore dell’Iran.

Il 15 febbraio scorso milizie alleate con Teheran avrebbero iniziato una campagna missilistica contro obiettivi a stelle e strisce causando il ferimento di diversi soldati, ragion per cui gli strateghi americani hanno deciso di passare al contrattato per evitare di assistere ad un’escalation. Per consentire alle autorità di Baghdad di condurre le proprie indagini sugli attacchi, la rappresaglia Usa ha preso di mira obiettivi iraniani appunto in Siria.

Pentagono: “Biden proteggerà americani e coalizione”

Il portavoce del Pentagono, John Kirby, si è affrettato a sottolineare che “il presidente Joe Biden agirà per proteggere il personale americano e della coalizione”. “Nello stesso tempo, abbiamo agito in modo deliberato per la de-escalation della situazione complessiva sia nella Siria orientale che in Iraq”, ha aggiunto, convinto che l’obiettivo colpito fosse gestito dalla stessa milizia che ha condotto gli attacchi in Iraq.

La polemica: “Non è Biden che comanda”

Intanto, guardando alle faccende all’interno dei confini, il senatore repubblicano Lindsey Graham ha attaccato duramente il presidente neoeletto: “Joe Biden mi piace – ha sottolineato – ma basta dare un’occhiata alla sua agenda per capire che non è lui che comanda”. Secondo il senatore, non nuovo ad un certo tipo di uscite, le prime mosse della nuova amministrazione USA sarebbero teleguidate da Alexandria Ocasio-Cortez, Nancy Pelosi e Bernie Sanders, ovvero da una componente di sinistra che viene definita addirittura socialista o comunista.

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