La seconda ondata ha messo in ginocchio l’India

Nella giornata di giovedì registrato il conteggio giornaliero più alto del mondo con 314.835 nuovi casi in India dove vi è una grave carenza di ossigeno

Si era iniziato a parlare di immunità di gregge, ma tra febbraio e marzo l’India è stata colpita da una nuova ondata di contagi da Coronavirus. Nella giornata di ieri è stato registrato il conteggio giornaliero più alto del mondo con 314.835 nuovi casi e i decessi sono aumentati di 2.104, il peggior bilancio giornaliero dell’India. Una situazione che sta mettendo in ginocchio la nazione e che ha messo ulteriormente in evidenza la non adeguatezza dei servizi sanitari indiani. I funzionari sanitari dell’India settentrionale e occidentale, compresa la capitale, Nuova Delhi, hanno affermato di essere in crisi, con la maggior parte degli ospedali pieni e a corto di ossigeno.

LE CAUSE DELLA SECONDA ONDATA

Secondo gli ultimi dati del ministero della Salute, i casi totali in India sono ora a 15,93 milioni, mentre i decessi sono aumentati di 2.104 per raggiungere un totale di 184.657. Le cause che hanno portato a questa seconda ondata sono molteplici. In primis i protocolli di sicurezza, ritenuti troppo permissivi. Nelle ultime settimane, il governo è stato criticato per aver tenuto fitte manifestazioni politiche per le elezioni locali e per aver consentito un festival indù dove si sono radunate milioni di persone. In più la variante indiana del virus (B.1.617) ha moltiplicato i nuovi casi, visto che è considerata molto più contagiosa delle altre.

I critici hanno anche sottolineato il ritardo della campagna vaccinale nel paese, che secondo gli esperti deve essere ripresa rapidamente per contenere la diffusione. L’India ha finora somministrato più di 130 milioni di dosi, ma la spinta è stata finora limitata agli operatori sanitari, al personale in prima linea, a quelli di età superiore ai 45 anni e a chiunque abbia patologie. Dal 1° maggio i vaccini saranno disponibili per chiunque abbia più di 18 anni, ma secondo gli esperti non saranno sufficienti per 600 milioni di persone.

STRUTTURE SANITARIE IN DIFFICOLTà

Il primo ministro Modi ha esortato la popolazione a rimanere in casa e ha detto che il governo sta lavorando per aumentare la fornitura di ossigeno e vaccini. Finora il governo ha cercato di evitare un lockdown generalizzato per non danneggiare troppo l’economia, ma adesso gli stati stanno correndo ai ripari istituendo il coprifuoco e il divieto di assembramento.

Il sistema sanitario indiano è ginocchio. Gli ospedali hanno evidenziato la grave carenza di ossigeno, e scorte basteranno solo per poche ore. Il ministro della Sanità di Delhi, Satyendar Jain, ha detto che vi è anche carenza di letti nelle unità di terapia intensiva, con la città che necessitava di circa 5.000 in più di quanto ve ne siano disponibili. Alcuni ospedali avevano abbastanza ossigeno per durare non più di 10 ore, altri solo sei. Nelle principali città che dove gli ospedali sono strapieni, le folle si sono radunate all’esterno.

Per venire incontro alla crescente domanda di ricoveri, le autorità dei vari stati hanno creato ospedali di emergenza per il Covid in sale per banchetti, stazioni ferroviarie e hotel.

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