La Camera dice sì al Piano nazionale di ripresa con 442 voti. Oggi Draghi in Senato

442 voti a favore, 19 contrari e 51 astenuti. La Camera autorizza Draghi a presentare il Piano nazionale di ripresa alla Commissione UE.

Con 442 voti favorevoli, 19 contrari e 51 astenuti la Camera ha approvato questa mattina la risoluzione della maggioranza relativa alle comunicazioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi in vista della trasmissione alla Commissione Europea del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) presentato ieri pomeriggio dal premier Draghi e consultabile integralmente a questo indirizzo.

Prima del voto, a cui dovrà seguire in tempi altrettanto rapidi quello in Senato, il premier è tornato in Aula questa mattina per la consueta replica al dibattito che si è svolto ieri. E il primo tema che Draghi ha voluto affrontare è quello dei tempi ristretti. Il testo dovrà essere inviato in Europa entro il 30 aprile e il suo approdo in Parlamento soltanto ieri non ha lasciato alcun margine di manovra.

Draghi, che aveva assicurato il massimo rispetto del Parlamento fin dal suo insediamento, ha spiegato in Aula che “prima si arriva, prima arriveranno i primo fondi“:

Voglio ribadire il profondo rispetto che il governo e io abbiamo per il Parlamento. Naturalmente i tempi erano ristretti. La scadenza del 30 aprile non è mediatica – come si è detto – è che se si arriva prima si ha accesso ai fondi prima. La Commissione andrà sui mercati a fare la provvista per finanziare questo fondo intorno al mese di maggio/giugno, poi la finestra si chiuderà temporaneamente per l’estate, e quindi se il Piano viene presentato prima si ha accesso alla prima quota della provvista. Non così se invece si va più avanti.

Questo via libera, però, non significa che non ci sarà dialogo col Parlamento. Anzi. Tutte le riforme contenute nel PNRR dovranno avvenire tramite provvedimenti e strumenti legislativi come disegni di legge, leggi delega e decreti legge ed è qui che Camera e Senato avranno un ruolo determinante nella discussione e nella determinazione del contenuto:

Una collaborazione tra legislativo ed esecutivo è fondamentale ora e lo sarà ancora di più nei mesi a venire. Vi sono state richieste di chiarimenti da parte di molti sull’attuazione del Piano e in particolare sul ruolo degli Enti Locali e le Autonomie. La vera sfida – non appena questo Piano viene consegnato – è quella di trovare un modo di attuazione dove amministrazioni locali, territoriali, governo centrale che sono chiamati a una mole di interventi, soprattutto investimenti pubblici decisamente eccezionale, trovino uno schema di governo del Piano.

Ad astenersi dal voto sono stati i deputati di Fratelli d’Italia, mentre tra le fila dei contrari c’erano gli ex parlamentari del Movimento 5 Stelle che hanno formato la componente “Alternativa c’è” del Gruppo Misto.

Il bis al Senato. Le comunicazioni di Draghi e il voto in serata

Il programma si ripete oggi in Senato. Al discorso di Draghi, che ricalcherà quello di ieri alla Camera, seguirà la discussione in Aula e, in serata, la replica di Draghi e, salvo slittamenti, le dichiarazioni di voto.

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