Israele getta le mascherine (grazie ai vaccini)

In Israele il 70% della popolazione è immunizzata, da domenica sto all’obbligo di mascherine all’aperto dopo circa un anno

Tra 48 ore, ovvero a partire da domenica 18 aprile, in Israele non sarà più obbligatorio indossare la mascherina all’aperto. L’obbligo rimarrà solamente per gli ambienti chiusi. A distanza di un anno dall’introduzione della norma per ridurre i contagi da coronavirus, Israele vive una sorta di “indipendence day” dalle mascherine, che arriva proprio a ridosso del Giorno del Ricordo e della festa dell’indipendenza. La decisione di ritirare l’obbligo di mascherine all’aperto era insomma in previsione da tempo, ma le autorità israeliane hanno preferito attendere appunto che passassero le festività nazionali, per il timore che i festeggiamenti potessero portare ad un nuovo picco di casi di Covid-19.

Israele: le mascherine e il successo della campagna vaccinale

L’annuncio ufficiale dell’addio alle mascherine all’aperto è arrivato direttamente dal ministro della Sanità, Yuli Edelstein, ed è la diretta conseguenza del successo della campagna vaccinale, che ha portato all’immunizzazione del 70% della popolazione locale. “Il tasso d’infezione in Israele è molto basso grazie al successo della campagna di vaccinazione, per questo possiamo allentare ulteriormente le restrizioni. Vi chiedo ancora di portare la mascherina negli spazi chiusi. Insieme manterremo basso il tasso d’infezione”, il comunicato di Edelstein.

Il successo della campagna vaccinale in Israele è stato agevolato dal numero di abitanti (popolazione di circa 9 milioni) e dalla possibilità di approvvigionarsi indipendentemente delle dosi dei vaccini. I risultati positivi del piano sono stati annunciati già l’11 febbraio dal fornitore di servizi sanitari del Paese, confermando il successo su un ampio campione di persone. Grazie al vaccino Pfizer si è raggiunta un’efficacia del 93%: dal monitoraggio ufficiale è emerso che solo 544 persone, ovvero lo 0,1%, hanno contratto il Covid 7 o più giorni dopo la seconda dose, ma nessuna di queste è deceduta. Inoltre, su 523mila soggetti vaccinati con doppia dose, solo 15 sono stati ricoverati in ospedale e solo 4 di loro in condizioni gravi (8 in condizioni lievi e 3 moderate).

Con due dosi il green pass per tornare alla normalità

Grazie alle vaccinazioni, dunque, Israele sta galoppando verso la normalità e già prima di dire addio alle mascherine all’aperto aveva dato il via libera alla riapertura di musei, teatri, hotel, ristoranti, palestre a chi avesse ricevuto entrambe le dosi del vaccino e di conseguenza in possesso del “pass verde”, una sorta di “certificato di libertà”.

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