Inail: riconosciuto infortunio anche a infermieri no vax contagiati

L’Inail riconosce l’infortunio sul lavoro ai sanitari che si contagiano in ospedale dopo aver rifiutato il vaccino, ma il risarcimento?

Dopo una lunga riflessione e sconfessando le indiscrezioni pubblicate nelle passate settimane, l’Inail ha deciso di riconoscere il diritto all’infortunio sul lavoro anche ai sanitari che, dopo aver rifiutato di sottoporsi a vaccinazione, sono risultati positivi al Covid-19 sul posto di lavoro. La decisione emerge dalla lettera inviata dall’Inail alla direzione regionale della Liguria in merito al caso degli infermieri che avevano rifiutato il vaccino e in seguito si erano contagiati in corsia. Dalla missiva emerge che “sotto il profilo assicurativo il comportamento colposo del lavoratore, tra cui rientra anche la violazione dell’obbligo di utilizzare i dispositivi di protezione individuale, non comporta di per sé, l’esclusione dell’operatività della tutela”.

Inail: si all’infortunio sul lavoro, ma il risarcimento?

Insomma, i sanitari no vax non possono essere obbligati a vaccinarsi e devono avere le stesse tutele dei colleghi che invece hanno ricevuto le dosi, ma potrebbero però non avere diritto a chiedere il risarcimento del danno al datore di lavoro. La Direzione centrale rapporto assicurativo dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha risposto così al quesito posto dalla Direzione territoriale di Genova visto il caso dei 15 infermieri che hanno contratto il coronavirus al Policlinico San Martino lo scorso mese di gennaio, dopo aver rifiutato di sottoporsi alle dosi a loro destinate del vaccino Pfizer-Biontech.

La vicenda degli infermieri no vax di Genova

La vicenda aveva portato alla censura da parte del nuovo direttore generale dell’ospedale, Salvatore Giuffrida, che aveva chiesto parere al direttore dell’Inail locale. A sua volta, Marco Quadrelli ha girato il quesito alla sede centrale dell’istituto: se rifiutare il vaccino è un diritto, si può penalizzare un lavoratore non riconoscendo l’infortunio sul lavoro? La risposta da Roma è stata la seguente:

“Sotto il profilo assicurativo, per giurisprudenza consolidata il comportamento colposo del lavoratore, tra cui rientra anche la violazione dell’obbligo di utilizzare i dispositivi di protezione individuale, non comporta di per sé l’esclusione dell’operatività della tutela prevista dall’assicurazione gestita dall’Inail”, recita la missiva firmata dal direttore centrale Agatino Cariola. Sin configura l’infortunio sul lavoro anche se un infermiere non utilizza colposamente un dispositivo di protezione obbligatorio, a maggior ragione nel caso del vaccino che obbligatorio non è.

Attenzione, però, perché nel corso della lettera si legge anche che “il comportamento colposo del lavoratore può invece ridurre oppure escludere la responsabilità del datore di lavoro, facendo venir meno il diritto dell’infortunato al risarcimento del danno nei suoi confronti, così come il diritto dell’Inail ad esercitare il regresso nei confronti sempre del datore di lavoro”. Ora non resta che capire se in casi concreti il rifiuto del vaccino sarà ritenuta una colpa tale da escludere il risarcimento da parte del datore di lavoro.

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