La Gran Bretagna riapre (quasi) tutto: le regole

Secondo step di riaperture in Gran Bretagna: preoccupa la variante indiana, obiettivo confermare il ritorno alla normalità il 21 giugno

Dopo una sorta di periodo “sperimentale”, la Gran Bretagna riapre quasi tutto. Da oggi, infatti, riaprono ufficialmente per le attività al chiuso pub, ristoranti, cinema, teatri e musei. E non è tutto, perché dopo un lunghissimo periodo di distanziamento e saluti con pugno chiuso o gomito, sul territorio britannico saranno nuovamente consentiti gli abbracci. L’imponente macchina per le vaccinazioni messa in atto dal premier Boris Johnson, dopo le prime leggere riaperture, consente di passare alla fase due, ovvero quella in cui dovrebbe esserci il ritorno alla quasi normalità. Si tratta del più importante allenamento delle misure restrittive e sarà sicuramente un modello al quale guarderanno con attenzione tutti gli altri Paesi che sono più indietro con le vaccinazioni e che sperano di poter riaprire tutto al più presto.

Cosa si può fare da oggi in Gran Bretagna

Nello specifico, da oggi nel Regno Unito riaprono le strutture alberghiere che erano chiuse da circa 6 mesi. È di nuovo possibile incontrare fino a 6 persone dentro casa e riabbracciare amici e familiari, purché non rientranti nelle categorie vulnerabili. Non c’è più il divieto di viaggiare per turismo, ma bisogna semrpe tenere conto dei Paesi e delle loro colorazioni (attualmente in lista verde, ovvero destinazioni che non richiedono quarantena, ci sono solo 7 Paesi).

Prossimo step il 21 giugno

Ovviamente, non sarà un tana libera tutti, perché la variante indiana è sbarcata sul territorio britannico e c’è grande apprensione per la sua alta trasmissibilità. Si parla di una contagiosità più alta del 50% rispetto alla variante inglese, ma il fatto che i vaccini attualmente a disposizione siano comunque efficaci, ha spinto Johnson ad anticipare la seconda dose. In Gran Bretagna, tra prima e seconda vaccinazione, dunque, non dovranno più trascorrere 12 settimane, ma ne basteranno 8. L’obiettivo è quello di non saltare il prossimo step di riaperture, attualmente previsto in UK per il 21 giugno. In quella data dovrebbero cadere le ultime restrizioni per ritornare alla normalità, ma il governo si prenderà questo mese di tempo per fare ulteriori valutazioni.

A tal proposito, si mantiene la massima prudenza sui viaggi all’estero verso i Paesi presenti nella lista “arancione”, tra cui vi è anche l’Italia. L’iter prevede che chi dal Regno unito volesse venire in Italia, ad esempio, dovrebbe fare un tampone prima della partenza, un tampone prima del volo di ritorno e due tamponi dopo il rientro a casa. Considerato il prezzo dei molecolari, insomma, ci sarebbe un costo di circa 160 euro a persona, che già di suo non invoglia di certo a partire.

Contagi e decessi al minimo del Continente

Quanto ai contagi e ai decessi, i numeri dell’Inghilterra sono al momento i migliori di tutto il continente. Nelle ultime 24 sono stati registrati 2.000 nuovi positivi e solo 4 decessi. Il totale dei vaccini somministrati, ovvero 56,5 milioni, sta dando i suoi frutti e con l’anticipo della seconda dose si lavora per rispettare la prossima scadenza delle riaperture.

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