Germania, dietrofront sul lockdown a Pasqua. Merkel: “Errore mio, chiedo scusa”

La cancelliera ha deciso di annullare la misura: “So che questo procura altra insicurezza e chiedo perdono”

Non ci sarà la chiusura totale che era stata annunciata per Pasqua. Arriva il dietrofront di Angela Merkel, con tanto di scuse che la Bild ha definito storiche, sulla revoca del lockdown concordato con i leader regionali durante i colloqui nella notte di lunedì. La cancelliera tedesca si è presentata quest’oggi alla stampa facendo mea culpa: “Chiedo scusa ai cittadini, il ‘riposo di Pasqua’ è stato un errore, c’erano buoni motivi per deciderlo, ma in così breve tempo non era realizzabile. E’ un errore che deve essere chiamato come tale e bisogna correggere in tempo“.

LE RESTRIZIONI ANNUNCIATE

L’idea del rigido lockdown durante le festività pasquali era stato ampiamente criticato da imprenditori e scienziati. Il blocco sarebbe stato ancora il più severo per la Germania, con la maggior parte dei negozi chiusi e le visite limitate. A partire dall’1 aprile era stato chiesto ai cittadini tedeschi di restare a casa e ridurre i contatti sociali. Le funzioni religiose sarebbero state cancellate, le grandi riunioni di famiglia vietate e quasi tutti i negozi sarebbero stati chiusi. Inoltre, la decisione di istituire due Ruhetage, cioè dei “giorni di riposo”, in aggiunta ai tradizionali giorni festivi, aveva scatenato forti tensioni. Un modo per fermare il Paese, ma anche una misura pesante dal punto di vista economico e ritenuta da alcuni presidenti dei Länder perfino “inapplicabile”.

L’intero processo ha causato ulteriore incertezza, per la quale chiedo perdono a tutti i cittadini. C’erano buone ragioni per farlo, ma non è stato possibile implementarlo abbastanza bene in così poco tempo“, ha spiegato Angela Merkel in conferenza stampa. La cancelliera tedesca si è assunta la piena responsabilità del piano per estendere quella che di solito è una vacanza di Pasqua di tre giorni a una chiusura di cinque giorni. Il leader tedesco sarà consapevole del fatto che, poiché i numeri dei casi aumentano in modo esponenziale, la fiducia del pubblico nella risposta pandemica del suo governo sta vacillando.

LA SITUAZIONE IN GERMANIA

La stampa tedesca ha accolto i provvedimenti con forti critiche, sottolineando la grande confusione che si è venuta a creare. Il paese è sfinito dopo quattro mesi di negozi e ristoranti, di teatri e stadi ininterrottamente chiusi, ed è scosso dallo “scandalo delle mascherine” che travolto la Cdu. Inoltre, pesano i ritmi lenti delle vaccinazioni: neanche otto milioni di tedeschi hanno ricevuto la prima puntura (il 9,5%), appena 3,5 milioni (il 4,2%) il richiamo. Angela Merkel ha ribadito che la priorità resta quella di spezzare questa terza ondata imputabile quasi interamente alla variante britannica. “È molto più letale, molto più contagiosa e contagiosa per molto più tempo“, ha affermato, aggiungendo che la Germania è in corsa contro il tempo per vaccinare contro il Covid. Il tasso di infezione è salito oltre 100 ogni 100.000 abitanti. In base alle norme attuali, le aree che superano tale tasso di infezione per un periodo di sette giorni non saranno soggette a ulteriori riaperture. Il blocco parziale del paese, nel frattempo, è stato prorogato almeno fino al 18 aprile.

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