Fukushima: l’acqua radioattiva verrà riversata in mare

La notizia è stata data dai media giapponesi. L’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare martedì.

Sembra che il governo giapponese abbia deciso di riversare nell’oceano l’acqua delle cisterne di Fukushima, impiegata per il raffreddamento dei reattori della centrale nucleare.
L’annuncio non è ancora stato dato ufficialmente ed è atteso per martedì: ad anticipare la notizia sono stati i media, che hanno citato a loro volta delle fonti governative.

Il perché della decisione è piuttosto semplice, e già da tempo il Primo Ministro giapponese, Yoshihide Suga, aveva iniziato a parlare apertamente della questione. Difatti, per le operazioni di raffreddamento, ogni giorno vengono aggiunti ai serbatoi circa 140 tonnellate di acqua contaminata, ed entro la prossima estate si stima che lo spazio nei container adiacenti alla centrale terminerà.

Già a febbraio 2020 il direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), Rafael Grossi, aveva considerato che il rilascio dell’acqua delle cisterne nell’Oceano Pacifico sarebbe, per quanto controverso, comunque in linea con gli standard dell’industria nucleare.
Ad ogni modo, il Ministro del Commercio e dell’Industria Hiroshi Kajiyama ha dichiarato che il governo richiederà la cooperazione di tutti gli enti mondiali del settore, oltre che dell’AIEA: l’obiettivo è da un lato garantire più trasparenza possibile per quanto riguarda il processo decisionale, dall’altro svolgere tutte le procedure in sicurezza.

L’acqua di Fukushima è pericolosa?

L’acqua delle cisterne di per sé, anche se trattata, conterrebbe del trizio, un isotopo radioattivo dell’idrogeno. È stato comunque dichiarato che la percentuale è irrisoria, al punto che, anche se ingerita o a contatto con la pelle, l’acqua non dovrebbe rappresentare un pericolo concreto per la salute.
Tuttavia, non hanno tardato a levarsi voci contrarie, in primis da parte dei residenti, dei rappresentanti dell’agricoltura locale e dell’industria della pesca. Dal 2011 infatti ben 15 Paesi hanno deciso di imporre delle restrizioni sulle importazioni agricole e marittime provenienti dal Giappone, e la scelta di riversare le acque delle cisterne nell’Oceano potrebbe peggiorare ulteriormente la situazione.

Anche i Paesi vicini, tra cui Cina e Corea del Sud, hanno espresso forte contrarietà. L’incidente nucleare di Fukushima ha infatti avuto già di per sé un enorme impatto sulla fauna marina e sulla sicurezza biologica (sia per quanto riguarda il cibo, sia, banalmente, la salute dei residenti).

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