Elezioni Usa 2020, Obama vs Trump: “A 15 anni pagavo più tasse di lui”

Barack Obama in un comizio a Philadelphia a sostegno di Joe Biden nelle elezioni presidenziali Usa contro Donald Trump: ecco cosa ha detto.

pubblicato 22 Ottobre 2020 aggiornato 30 Ottobre 2020 12:08

Joe Biden mette in campo l’artiglieria pesante nell’ultimo assalto alla Casa Bianca: a Philadelphia, in un comizio in cui il pubblico è rimasto in auto come in un drive-in, è intervenuto Barack Obama, l’ex amatissimo Presidente Usa che in Pennsylvania nel 2012 ottenne il 5,4% di voti in più del suo avversario, mentre quattro anni dopo, nonostante i sondaggi dessero in vantaggio Hillary Clinton, fu Trump a vincere per 44mila voti in più (lo 0,7%). È uno Stato importantissimo, per questo si è scomodato Obama con un discorso in cui ha attaccato Donald Trump in modo molto diretto, ricorrendo ogni tanto anche al sarcasmo.

Obama ha accennato allo scoop del New York Times che ha rivelato un conto bancario di Trump in Cina, il Paese contro cui si scaglia tante volte e a cui, invece, evidentemente si appoggia. L’ex Presidente ha detto:

Potete immaginare se avessi avuto un conto segreto in Cina quando correvo per la rielezione? Ha pagato più tasse ad un Paese straniero che in Usa. Io stesso ho pagato più tasse di lui quando avevo 15 anni e distribuivo gelati.

Poi Obama ha sottolineato che Trump è un bugiardo seriale, “mente tutti i giorni” e “ritrita teorie cospirazioniste”, chiede “la galera per gli avversari politici” e insomma non ha un comportamento da Presidente:

Non potremmo tollerarlo dal preside di un liceo, non potremmo tollerarlo dall’allenatore, non potremmo tollerarlo da un collega. Non potremmo tollerarlo nella nostra famiglia, eccetto forse per qualche zio pazzo.

Quest’ultima battuta riprende le parole della giornalista Savannah Guthrie, che lo scorso 15 ottobre ha fatto infuriare Trump. Inoltre Obama ha parlato del fallimento di Trump su tutti i fronti, dalla gestione della pandemia alla politica estera, dicendo che la reputazione degli Stati Uniti nel mondo “è a pezzi”. Poi ha aggiunto:

I prossimi 13 giorni definiranno il nostro Paese per i decenni a venire. Non lasciamo che questa elezione ci lasci rimpianti perché, sapete, il presidente l’ha già detto, ‘se il risultato sarà incerto, mi inventerò qualcosa’. Lui è già pronto a farlo, così non dobbiamo lasciare nessun dubbio, non dobbiamo essere compiacenti. Non mi interessano i sondaggi. Andate a votare e convincete gli altri a farlo. Vi chiedo di ricordare cosa può essere questo Paese.

Stranamente Trump non ha replicato direttamente a Obama, ma su Twitter si è limitato a condividere i soliti messaggi che ripete nei suoi affollatissimi comizi, in cui continuano a esserci assembramenti come se la pandemia non esistesse.

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