Due proposte per l’esame di maturità 2021. La decisione nei prossimi giorni

«L’esame sarà serio e completo e terrà conto dell’anno scolastico», ha detto la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina

Ancora nessuna decisione in merito alle modalità di svolgimento dell’esame di maturità, su cui però si deciderà a breve per «dare certezze» e «offrire un quadro chiaro» a scuole e studenti. A confermare l’assenza di una scelta definitiva è la ministra per l’Istruzione Lucia Azzolina nella mattinata di giovedì 21 gennaio, a margine di una visita all’Isis Gobetti-Volta di Bagno a Ripoli (Firenze). Una precisazione intervenuta in seguito alle critiche mosse dalla Lega e da Italia Viva sulla presunta decisione di un esame di maturità “light”.

“Ancora una volta Parlamento e commissioni vengono scavalcati dal ministro Azzolina, questa volta sul tema maturità. Apprendiamo dagli organi di stampa ipotesi di modalità light, con le prove Invalsi e l’alternanza scuola lavoro che non saranno un requisito per poter svolgere l’esame. Nei cassetti del ministero giace una mia interpellanza, depositata il 13 novembre 2020 sul tema, alla quale il ministro non ha ancora risposto. Chiediamo che venga immediatamente in commissione per fornire delucidazioni”, Luca Toccalini, responsabile del dipartimento Giovani Lega

“Se questa ipotesi fosse confermata farei fatica a capirne il metodo, il merito e anche i tempi. Siamo a gennaio, il ministro competente e il Presidente del Consiglio sostengono di essere al lavoro senza sosta per affrontare i problemi della scuola e per riaprirla in tutte le regioni. Perché allora non sfruttare i cinque mesi che rimangono, invece di dare fin da ora per scontato che non saranno mesi di apertura delle scuole e quindi di lezioni in presenza, esame di stato, test Invalsi per capire livello di conoscenza dei ragazzi dopo la Dad?”, Gabriele Toccafondi, capogruppo ItaliaViva commissione Cultura alla Camera

Sono dunque necessarie ulteriori discussioni per definire quali saranno le linee guida che verranno inserite nell’ordinanza “maturità” di fine gennaio. Un dialogo che coinvolge il ministero e più figure della società civile, tra cui consulte degli studenti, famiglie, sindacati e associazioni dei docenti.

Esame di maturità: le due ipotesi

Due al momento sembrano le ipotesi in campo: la prima prevede una prova orale in presenza, davanti ad una commissione di docenti interni; la seconda si concentrerebbe su un modello più “tradizionale”, con una prova scritta e una prova orale. Un’opzione, quest’ultima, gradita al Partito Democratico, secondo cui una prova scritta di italiano sarebbe maggiore “dignità” all’esame stesso. «Noi del PD abbiamo sottolineato che prendere una decisione così in anticipo è una resa, se poi la situazione epidemiologica peggiora ci si penserà. Soprattutto riteniamo che una prova di italiano scritto vada fatta», ha detto la capogruppo del PD in commissione Istruzione alla Camera Flavia Nardelli. Di avviso diverso il M5S, secondo quanto dichiarato all’ANSA da Bianca Granato, capogruppo del Movimento in commissione Istruzione al Senato: «c’è un forte orientamento a lasciare la maturità 2021 come lo scorso anno, ovvero un maxi orale, con una stretta maggiore sull’ammissione all’esame per incentivare gli studenti a ‘stare sul pezzo’».

Concorso straordinario: ancora polemiche

Non cessano intanto le polemiche scatenate dalla pubblicazione delle date del concorso straordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Le prove si svolgeranno il 15 e il 19 febbraio con una media di dieci candidati per aula, nei limiti previsti dal decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 14 gennaio 2021. Il concorso dovrebbe portare all’assunzione di 32mila nuovi docenti delle scuole medie e superiori.

Critica la posizione di Fratelli d’Italia e delle deputate Carmela Ella Bucalo e Paola Frassinetti, rispettivamente responsabile scuola del dipartimento istruzione di Fdi e vicepresidente commissione Cultura:

«L’incredibile ministra Azzolina continua nella sua opera distruttiva della scuola e in piena pandemia, con l’Italia divisa tra il rosso e l’arancione, autorizza la ripartenza dal 15 febbraio del concorso straordinario per la stabilizzazione dei docenti precari. A dispetto di uno stato di emergenza fino al 30 aprile, in spregio ad un divieto di spostarsi tra regioni migliaia di docenti, con enormi problemi relativi al trasporto pubblico, saranno chiamati a sostenere la prova. Le scuole e le attività produttive sono chiuse, la crisi economica e sanitaria è ai massimi livelli, ma per un governo rattoppato e un ministro incompetente, la priorità è spedire in giro per l’Italia madri e padri di famiglia. Complimenti».

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