Il virologo Crisanti: “I casi di coronavirus in Italia saliranno ancora, ma sono 10-20 volte meno di marzo”

“Per vedere gli effetti di quello che si fa questa settimana per contrastare il Covid dovranno passare altre 3-4 settimane”.

Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Medicina molecolare e del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’azienda ospedale-università di Padova, ha spiegato la situazione di diffusione del coronavirus in Italia alla luce degli aumenti dei casi di positività registrati negli ultimi giorni. Interpellato da Adnkronos ha detto:

È una dinamica preoccupante quella che si è innescata. I mini lockdown possono servire tantissimo. Possono essere decisivi per estinguere focolai locali ed evitare che la diffusione del virus si allarghi. Ci dovremo abituare.

Ha poi chiarito che cosa intende per mini-lockdown:

Per definizione sono restrizioni del movimento applicate in determinate aree geografiche circoscritte, che possono essere un paese o un quartiere. E sono efficaci. Certo in una metropoli è più difficile isolare un quartiere, ci sono aspetti logistici più complessi di quelli che si devono affrontare per chiudere una cittadina. Ma possono funzionare.

Crisanti ha anche fatto notare che, a differenza della prima ondata, ora non c’è differenza tra Nord e Sud:

Siamo in una situazione diffusa. Il Sud è stato protetto dal lockdown. Semplicemente questo lo ha preservato

E sulle possibili soluzioni ha detto:

Cosa possiamo fare per arginare il contagio da coronavirus Sars-CoV-2? Penso che a questo punto dire che bisogna aumentare i tamponi sia una cosa astratta. Non c’è la logistica per farlo ora e non ci si è preparati. La domanda giusta da porsi ormai è un’altra: cosa si può fare con le forze a nostra disposizione. E ritengo che, a parte quello che predichiamo fin dall’inizio, cioè stare attenti al comportamento individuale e rispettare le misure. Bisognerebbe forse cambiare e unificare la strategia di sorveglianza. Prevenzione e screening devono essere uguali su tutto il territorio nazionale, identificando anche gli strumenti più adatti. Ci ritroviamo in una situazione in cui non abbiamo preparato al massimo la risorsa più efficace per contrastarlo, quella che servirebbe per fare una sorveglianza attiva, aggressiva ed estesa. Non ce l’abbiamo

Crisanti ha anche spiegato che i casi continueranno ad aumentare e che servirà quasi un mese per capire quali effetti avranno le nuove misure (come le mascherine anche all’aperto):

Io penso che nelle prossime settimane i casi di coronavirus Sars-Cov-2 in Italia aumenteranno ancora. Per vedere gli effetti di quello che si fa questa settimana per contrastare Covid ne dovranno passare altre 3 o 4. Nell’ultimo decreto varato – dice all’Adnkronos Salute – ci sono misure di buonsenso. Ma ognuna di queste non è mai efficace al 100 per cento e quindi non si può lasciare tutto il contrasto alle mascherine o al lavarsi le mani. Sono misure che funzionano, ma da sole non bastano

Ha anche detto che un secondo aumento dei casi era prevedibile, ma la situazione è comunque diversa rispetto alla prima ondata:

Quello che cambia è che il numero dei casi non è lo stesso. Oggi sono 10-20 volte meno di quelli che avevamo realmente in quei mesi. E non si può paragonare l’impatto di 4mila casi con 30-40mila. Se tornassimo ai numeri di marzo avremmo dati più o meno paragonabili anche di morti e ricoveri, l’ordine di grandezza sarebbe più o meno quello. Quindi, facciamo bene ad allertarci sul fronte delle terapie intensive, perché i numeri a questa voce stanno chiaramente aumentando

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