“Covid meno pericoloso dell’influenza”: Facebook cancella il post di Trump

Appena rientrato dal ricovero in ospedale, il presidente Donald Trump si è fatto nuovamente censurare da Facebook per un nuovo post sulla pandemia

6 Ottobre 2020 19:36

Non ha fatto in tempo a rientrare alla Casa Bianca dopo il ricovero per coronavirus, che Donald Trump è riuscito a farsi censurare ancora una volta da Facebook. Dopo tre giorni in ospedale, sembrava che il presidente degli Stati Uniti potesse essere stato “spaventato” dal virus, ma una volta rientrato tra le mura della sua dimora, ha pubblicato il seguente post sui social network: “La stagione dell’influenza sta arrivando. Molte persone ogni anno, qualche volta oltre centomila, e nonostante il vaccino, muoiono per l’influenza. Stiamo chiudendo il nostro Paese? No, abbiamo imparato a conviverci, come stiamo imparando a fare con il Covid – conclude Trump – che nella maggior parte delle popolazione è molto meno letale”.

Facebook: “Post Trump cancellato per disinformazione sul Covid”

Il post è finito immediatamente nel mirino dei filtri di Facebook che, dopo averlo analizzato, lo hanno rimosso. Andy Stone, uno dei portavoce del social network di Mark Zuckerberg, ha spiegato che il post è stato rimosso perché violava le regole relative all’informazione durante la pandemia. Le parole del presidente USA sono state bollate, dunque, come disinformazione bella e buona.

Twitter non cancella il post, ma c’è l’alert

Twitter, invece, ha deciso negli ultimi tempi di avere un approccio diverso nei confronti di cinguettii contenenti parole prive di fondamento. I tweet non vengono cancellati, ma vengono accompagnati da un alert. Nello specifico, il messaggio di Trump viene segnalato perché “ha violato le norme di Twitter relative alla diffusione di informazioni fuorvianti e potenzialmente pericosolose in relazione al Covid 19”. Comunque sia, Twitter non lo cancella e lo lascia accessibile a tutti gli utenti perché “potrebbe essere interesse pubblico”. L’approccio dell’azienda californiana è ormai consolidato e non è la prima volta che viene applicato a Trump. Come a dire: noi ve lo lasciamo leggere, ma sappiate che quello che state per leggere è una fregnaccia.

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