Cosa hanno scoperto a Wuhan gli esperti dell’OMS sull’origine del virus

Il team di esperti dell’Oms inviati a Wuhan per indagare sull’origine del coronavirus: “Fuga da laboratorio improbabile”

Si è concluso il lavoro di tracciamento sull’origine del Covid-19 da parte degli esperti dell’Oms a Wuhan. Il lavoro da parte dei 17 scienziati internazionali, che si è svolto con il supporto di 17 esperti cinesi, non è comunque un lavoro a sé. L’Oms, infatti, proseguirà nel resto del mondo, senza vincoli di località e continuerà ad avere come osservati speciali principalmente gli animali. “Pipistrelli e pangolini sono i più probabili candidati alla trasmissione, ma i campioni di coronavirus trovati in quelle specie non sono identici al Sars-Covid 2”, fa sapere Lian Wannian, a capo della delegazione che ha condotto gli studi.

Le ricerche effettuate, emerge dal lavoro svolto dai 34 esperti, suggeriscono che l’origine del coronavirus sia animale, ma ancora non è chiaro quale sia stato il primo esemplare “ospite”. A differenza di altri studi condotti sui casi italiani che hanno retrodatato lo sbarco del virus nel nostro Paese, “non ci sono tracce sostanziali della diffusione del coronavirus in Cina prima della fine del 2019. E non ci sono prove che circolasse a Wuhan prima del dicembre del 2019”. I ricercatori sottolineano che tanti casi di contagio sono “stati rilevati nella seconda metà di dicembre. Dal punto di vista epidemiologico il virus è stato trovato al mercato del pesce Huanan, ma ci sono altri casi in altri mercati. Non è possibile concludere che il virus sia arrivato per primo al mercato Huanan”.

Oms: “Improbabile fuga del Covid da laboratori”

Insomma, poche conferme dopo gli studi approfonditi dagli esperti, perché ancora non si è capito dove sia spuntato in principio il Covid-19 e quale sia stato l’animale che lo avrebbe trasmesso all’uomo. Il capo della missione dell’Oms a Wuhan, Peter Ben Embarek, si sente però di smentire la tesi complottista: “L’ipotesi della fuga dal laboratorio del coronavirus è estremamente improbabile”. Insomma, la pista secondo cui il virus possa essere sfuggito ad alcuni ricercatori non sarà ulteriormente percorsa. “Sappiamo che il virus può sopravvivere nei cibi surgelati, ma non sappiamo ancora se da questi si può trasmettere all’uomo. Su questo servono più ricerche – ha aggiunto Embarek – L’ipotesi che il Covid attraverso il commercio di prodotti surgelati è possibile, ma molto lavoro deve essere ancora fatto in questo ambito”. Insomma, le ricerche sull’origine del virus sono ancora in alto mare, ma l’Oms seguirà altre tracce nel tentativo di risalire al vero “paziente 1”.

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