Coprifuoco contro la movida in Campania. De Magistris: “Si consegnano attività alla mafia”

Bar, gelaterie e pasticcerie in Campania dovranno chiudere alle 23 e i ristoranti non potranno accettare nuovi clienti dopo le 23. L’ordinanza di De Luca.

La stretta anticipata dal governatore della Campania Vincenzo De Luca – non il lockdown minacciato nei giorni scorsi – è arrivata in queste ore con un’ordinanza che di fatto punta a mettere un freno alla movida: bar, gelaterie e pasticcerie dovranno chiudere alle 23 e non potranno riaprire fino alle 6 del mattino dalla domenica al giovedì, mentre il venerdì e il sabato l’orario la chiusura degli stessi dovrà avvenire a mezzanotte.

De Luca ha deciso di imporre limiti anche agli esercizi di ristorazione, dai pub ai ristoranti, che potranno far entrare i clienti fino alle 23 per l’intera settimana. Non è stato fissato un orario di chiusura, ma non si potranno accettare nuovi avventori dopo quell’ora. Sarà invece possibile, dopo le 23, continuare ad effettuare le consegne a domicilio.

Il provvedimento firmato da De Luca, consultabile integralmente a questo indirizzo, è in vigore a partire da oggi e resterà valido almeno fino al 20 ottobre 2020.

La protesta del sindaco di Napoli De Magistris

L’ordinanza firmata da Vincenzo De Luca ha riacceso delle tensioni già molto evidenti durante la fase più acuta della pandemia, tra il marzo e il maggio scorsi, col sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che avrebbe preferito un approccio diverso e che anche in questa occasione ha sottolineato come le nuove restrizioni, decise senza un consulto coi sindaci della Regione, metteranno ancora di più in difficoltà i commercianti e li consegneranno nelle mani della criminalità organizzata.

Sono decisioni antidemocratiche, bisognerebbe coinvolgere i territori, i sindaci, le categorie professionali se c’è una pandemia economica e sociale. Con queste ordinanze a breve consegneremo molti esercizi commerciali alla mafia. Vogliamo discuterne o no?

Intervenuto a RaiNews24, De Magistris si è detto convinto che l’aumento dei contagi in Campania non sia legato alla cosiddetta movida e che le nuove limitazioni non avranno altro effetto se non quello di gravare economicamente sui gestori e proprietari delle attività commerciali colpite, già profondamente in crisi dopo il lungo periodo di lockdown:

Raccolgo le lacrime di chi muore per colpa di ordinanze che non colgono nel segno. Chiudere i ristoranti alle 23 non c’entra con la movida. L’aumento del contagio a Napoli non deriva per nulla da questo. Io sono preoccupato perché dopo tanti mesi non si sono fatti passi in avanti sulla tutela sanitaria dei cittadini napoletani e campani. Si scarica sempre sui ragazzi, sul pizzaiolo, sul ristoratore. Invece è drammaticamente vero che dobbiamo arrivare a queste misure senza che sul piano sanitario sia stato fatto nulla.

COVID-19, la situazione in Campania

(Infografiche a cura di Paolo Spada)

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