Conte: “No lockdown nazionale, ma limitare spostamenti non necessari”

Tutti i chiarimenti del Premier Giuseppe Conte sul nuovo DPCM: no lockdown nazionale, info su movida, scuola, trasporto, economia.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte oggi è intervenuto al Senato per un’Informativa sulle ulteriori iniziative adottate dal Governo con il nuovo Dpcm relativo all’emergenza epidemiologica da Covid-19′ e domani, giovedì 22 ottobre, alle ore 10, riferirà anche alla Camera dei Deputati. Nel suo intervento ha spiegato subito perché non si è rivolto prima al Parlamento:

L’evolversi della situazione epidemiologica – negli ultimi giorni – ha reso necessaria l’adozione urgente di un ulteriore DPCM, volto a integrare il precedente decreto del 13 ottobre con ulteriori misure di natura restrittiva, al fine di contenere quanto più possibile il contagio, in presenza di una recrudescenza del virus, ormai in atto da alcune settimane. In ragione dell’urgenza e del repentino aggravamento della situazione non è stato purtroppo possibile illustrare in via preventiva in Parlamento lo schema del provvedimento.

Conte ha iniziato dicendo che l’Italia non ha mai abbassato la guardia e che è la nazione che per prima ha adottato misure rigorose, fino al lockdown, ed è stata poi la più prudente in fase di riapertura, ma, nonostante i passi avanti, non ci si può mai considerare “un porto sicuro mentre nel mondo e ai nostri confini il contagio si moltiplicava per numero ed estensione territoriale”. Ha detto anche di essere consapevole del fatto che vengono chiesti ancora una volta ai cittadini “sacrifici, rinunce e limitazioni alla loro ordinaria condotta di vita, con particolare riguardo alle relazioni di comunità” e che si deve di nuovo compiere “una sofferta operazione di bilanciamento tra diritti e libertà fondamentali” per trovare un punto di equilibrio che assicuri tutela della salute e minor sacrificio possibile degli altri diritti.

Conte al Senato: “Dati economici più confortanti delle attese. No lockdown generalizzato”

Il Premier ha voluto poi spostare il discorso su un argomento molto delicato che è quello della situazione economica del nostro Paese e ha cercato di essere rassicurante:

L’intenso lavoro svolto con il coinvolgimento degli esperti del Comitato tecnico scientifico, che ancora una volta desidero ringraziare pubblicamente a nome di tutta la comunità nazionale, con la responsabile partecipazione di tutte le parti sociali, associazioni di categoria e associazioni sindacali, ecco, tutto questo ci ha consentito di definire le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. La correttezza di questa scelta, che rivendico come decisiva nella strategia di contrasto alla pandemia, è stata confermata dai dati economici di quest’anno che, al momento, risultano più confortanti delle attese: la nostra economia sta dimostrando un’elevata resilienza, come dimostrano sia la caduta del PIL nel secondo trimestre – che è più contenuta rispetto a quella di molti altri partner europei – sia gli indicatori economici relativi al terzo trimestre, che si prospettano decisamente positivi. Proprio quella decisione ci consente, al momento, di evitare chiusure generalizzate e diffuse su tutto il territorio nazionale, di pervenire all’arresto dell’attività produttiva e lavorativa, alla chiusura delle scuole e degli uffici pubblici.

Per questo Conte ha scongiurato l’ipotesi di un nuovo lockdown generalizzato come quello di marzo-aprile:

La strategia per contrastare questa seconda ondata di contagio non può essere la stessa adottata in primavera, anche per le conoscenze acquisite in questi mesi, per le prassi virtuose che fanno parte della nostra esperienza quotidiana. L’Italia è oggi in una situazione diversa rispetto a quella del mese di marzo. All’inizio, lo ricordiamo, non disponevamo dei mezzi – mascherine, test diagnostici, terapie intensive sufficientemente capienti – per contrastare questo nemico invisibile e insidioso. Non eravamo a conoscenza – se non vagamente – delle procedure di base per affrontare questa sfida. Oggi siamo più pronti, grazie al lavoro e al sacrificio di tutti. L’elenco per soffermarmi in ringraziamenti personalizzati sarebbe molto lungo. Permettetemi qui solo di ringraziare, ancora una volta, tutti gli operatori sanitari che sono in prima fila in questa dura battaglia e permettetemi anche di ringraziare in particolare le donne e gli uomini della Protezione civile, in particolare il Capo dott. Borrelli e il Commissario dott. Arcuri, che sono costantemente impegnati, totalmente assorbiti dai loro compiti, ormai da tanti mesi.

Conte ha poi fatto i numeri dei dispositivi di protezione finora distribuiti ed è tornato ad affrontare il tema della strategia da applicare contro questa seconda ondata che, ha detto, si concentrerà soprattutto su “misure volte a limitare le condotte e i comportamenti più direttamente riconducibili alla sfera delle relazioni sociali e ricreative, attualmente veicolo – ce lo segnalano le evidenze epidemiologiche – di maggiore diffusione del virus”. Ha però poi aggiunto che a livello regionale bisognerà essere pronti a intervenire con misure più restrittive ove necessario, in base alla professione del virus e che quindi, sostanzialmente, potrebbero esserci dei lockdown locali in specifiche aree. Il Premier ha poi fatto l’esempio di Campania e Lombardia:

Già in questi ultimi giorni, e ormai siamo alle cronache di queste ultime ore, vi sono alcune Regioni che hanno promosso la procedura per pervenire a misure più restrittive rispetto a quelle contenute nel DPCM. Al momento si è concluso l’iter per la Regione Lombardia, è in corso l’iter della Campania e ovviamente non possiamo escludere ulteriori aggiornamenti. L’efficacia della risposta resta in ogni caso affidata alla responsabilità individuale di ciascun cittadino e alla responsabilità collettiva dell’intera comunità nazionale: tanto più rigoroso sarà il rispetto delle prescrizioni da parte di ciascuno di noi, tanto più efficace sarà il contenimento del rischio di contagio e più possibile superare questa seconda ondata con il minor sacrificio per il Paese. Dobbiamo sforzarci tutti di ridurre le occasioni di contagio, di evitare spostamenti non necessari e attività superflue che potrebbero generare rischio.

Le restrizioni illustrate da Conte al Senato: ristoranti, scuole, trasporti

Il Premier è poi passato a illustrare le restrizioni contenute nel nuovo DPCM, dal divieto di feste al chiuso e all’aperto a eccezione di quelle conseguenti a cerimonie civili o religiose per le quali c’è un limite di 30 persone fino alle regole per le attività di ristorazione e poi la possibilità del coprifuoco nelle strade della movida con il chiarimento sul ruolo dei sindaci:

Abbiamo fugato le preoccupazioni comprensibili espresse dai Sindaci, i quali temevano di non poter disporre di risorse di polizia adeguate a garantire l’efficacia dell’intervento di chiusura. Per questo, è stata predisposta, da parte del Ministro dell’interno, una direttiva – indirizzata specificamente ai Prefetti – che assicura, in accordo e in coordinamento con le autorità locali, piena operatività alla misura.

Conte ha poi aperto il capitolo scuola:

Le attività scolastiche continueranno in presenza. Non possiamo permetterci che uno dei principali assi portanti del Paese, dove sono riposte le migliori garanzie di un futuro migliore, possa subire ulteriori compromissioni, ulteriori sacrifici. Lo dobbiamo all’impegno sin qui risposto dai nostri dirigenti scolastici, dai nostri docenti e dal personale Ata, che – pur in condizioni difficili – hanno garantito la continuità didattica, sperimentando nuove e talvolta inesplorate attività di insegnamento. Lo dobbiamo alle famiglie. Ma lo dobbiamo, soprattutto, ai nostri ragazzi, che non possiamo lasciare privi del valore di un’esperienza irripetibile di formazione culturale e umana, che si realizza nella scuola, attraverso un’offerta didattica che presuppone e integra, quale tratto caratterizzante, la fondamentale “relazione interpersonale”. Solo per le scuole secondarie di secondo grado, sono previste modalità ancora più flessibili di organizzazione dell’attività didattica, che contemplano ingressi degli studenti scaglionati, con possibilità di ricorrere anche ai turni pomeridiani. Per quanto riguarda la formazione superiore, invece, è stato previsto che le Università, di concerto con il Comitato Universitario Regionale di riferimento, predispongano, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari, in presenza o anche a distanza, in funzione delle esigenze formative, tenendo conto dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria.

E alla scuola è legato anche il tema del trasporto pubblico:

A fronte della oggettiva difficoltà di conciliare la massima copertura possibile per il trasporto pubblico con il rispetto delle norme di distanziamento interpersonale, in particolare a seguito della ripresa della scuola, che – come ho già ricordato – costituisce per il Governo una priorità assoluta, abbiamo stanziato, per un ulteriore potenziamento del trasporto scolastico, 350 milioni di euro aggiuntivi per il 2021 in favore delle Regioni e dei Comuni.

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