Conte: “È necessario garantire un forte sostegno all’occupazione”

Il premier Conte interviene all’assemblea annuale dell’ANIA e ribadisce che i fondi UE permetteranno di sanare delle lacune storiche dell’Italia.

A poche ore dalla presentazione del nuovo DPCM e la sua entrata in vigore, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto – in collegamento video, come disposto proprio dal nuovo decreto – all’assemblea annuale dell’ANIA, l’Associazione Nazionale Italiana fra le Imprese Assicuratrici. Anche in questa occasione il premier ha ribadito la necessità di “tenere sempre vivo il dialogo con le associazioni di categoria” e tracciare così insieme “gli orizzonti del domani“:

Il governo è ben consapevole del fatto che la programmazione di impresa richiede tempi lunghi e anche certezze. Siamo pienamente coscienti che è ancora necessario garantire un forte sostegno all’occupazione in questa fase che rimane ancora intrinsecamente incerta. A tal proposito nel disegno di legge di bilancio che abbiamo varato in Consiglio dei Ministri sabato scorso abbiamo incluso misure come l’esenzione dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle imprese per le assunzioni di lavoratori con meno di 35 anni su tutto il territorio nazionale.

Conte, sempre citando la nuova legge di bilancio, ha ribadito quanto già sostenuto ieri in conferenza stampa: è stato istituito un fondo da 4 miliardi di euro a sostegno dei settori maggiormente colpiti durante l’emergenza COVID-19 e sono stati stanziati oltre 1,5 miliardi di euro in favore delle attività di internazionalizzazione delle imprese.

Sono state inoltre prorogate le moratoria sui mutui e l’accesso alle garanzie pubbliche fornite dal Fondo garanzia PMI e da SACE e le misure a sostegno della patrimonializzazione delle piccole e medie imprese. Sappiamo che il nostro tessuto di piccole e medie imprese e il nervo più robusto della nostra spina dorsale produttiva hanno bisogno di Pmi che possano patrimonializzazione ancor di più.

Il Presidente del Consiglio ha fatto anche un discorso di più ampio respiro, spiegando come la crisi legata alla pandemia in atto abbia messo in evidenza le gravi mancanze e i ritardi del nostro Paese in tutta una serie di aspetti, sottolineando come i fondi in arrivo dall’UE dovranno servire anche ad andare a colmare quelle mancanze:

La crisi pandemica ci ha reso ancora più consapevoli dei nostri mali endemici e delle nostre carenze strutturali. Mi riferisco, in particolare, alla preoccupante perdita di velocità nella capacità di innovazione, nello slancio progettuale, all’insufficiente spesa in ricerca e sviluppo ai limiti dimensionali delle nostre imprese, che spesso ne inibiscono l’attitudine a mantenere il passo dell’innovazione e ad assumere manodopera qualificata con grave pregiudizio per la complessiva competitività dell’intero sistema. Muovendo da questa consapevolezza stiamo mettendo a punto questo ambizioso Piano Nazionale di Ripresa, che non sarebbe possibile articolare e attuare senza i contributi di tutti i settori produttivi del Paese.

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