Chi sono i tecnici scelti da Mario Draghi per il nuovo governo

Il premier incaricato Mario Draghi ha scelto 8 tecnici per il nuovo governo. Ecco chi sono e quali Ministeri guideranno.

Il Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi ha sciolto la riserva e presentato la lista dei Ministri che comporranno il nuovo esecutivo e che giureranno alle 12.00 di sabato 13 gennaio: 23 Ministri in totale di cui 15 politici e 8 tecnici.

Otto Ministri del governo Conte Bis sono stati confermati da Draghi – Guerini alla Difesa, Franceschini alla Cultura, Di Maio agli Esteri, D’Incà ai Rapporti col Parlamento, Speranza alla Salute e Bonetti alle Pari Opportunità, mentre Patuanelli passa all’Agricoltura e Dadone alle Politiche Giovanili – che ha scelto per la sua squadra anche figure di rilievo in arrivo alle altre forze che sostengono l’esecutivo, tre da Forza Italia e altrettanti dalla Lega.

Per otto Ministeri del nuovo esecutivo, invece, Mario Draghi ha ritenuto opportuno scegliere dei tecnici. Ecco chi sono.

Luciana Lamorgese, Ministro dell’Interno. L’unica figura tecnica confermata da Draghi.

Marta Cartabia, Ministro della Giustizia

Costituzionalista, giurista e accademica italiana, Marta Cartabia è stata componente aggiunto del Network of Independent Experts on Fundamental Rights della Commissione europea dal 2003 al 2006 e successivamente, fino al 2010, esperta italiana di FRALEX – “Fundamental Rights Agency Legal Experts”, l’Agenzia europea dei diritti fondamentali dell’UE.
Il 2 settembre 2011 è stata nominata giudice della Corte costituzionale della Repubblica Italiana e poco più di tre anni dopo è stata nominata vicepresidente della Corte costituzionale, di cui è stata la Presidente dall’11 dicembre 2019 al 13 settembre 2020,

Daniele Franco, Ministro dell’Economia

Fedelissimo di Mario Draghi, il successore di Roberto Gualtieri è il direttore generale della Banca d’Italia dal 1° gennaio 2020. Daniele Franco è stato Ragioniere generale dello Stato dal 2013 al 2019 e successivamente Vice Direttore Generale della Banca d’Italia. Nella sua biografia ufficiale si legge che “ha pubblicato libri in materia di spesa pubblica, sistemi di protezione sociale e regole fiscali europee; ha scritto saggi in materia di politica di bilancio, federalismo fiscale, contabilità generazionale, tassazione delle attività finanziarie e distribuzione dei redditi“.

Roberto Cingolani, Ministro dell’Ambiente

Fisico e docente, Cingolani è stato dal 2005 al 2019 il direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, mentre nel giugno 2019 viene nominato Chief Technology and Innovation Officer di Leonardo S.p.A, l’ex Finmeccanica S.p.A., l’azienda partecipata del Ministero dell’Economia e delle Finanze che si occupa dei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza. Qui il suo CV.

Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti

Ministro del lavoro e delle politiche sociali durante il governo di Enrico Letta, Giovannini è stato il Presidente dell’ISTAT dal 2009 al 2013. Oggi è anche il Presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione Europea Sostenibilità e Servizi Finanziari (Assosef) e Membro del Comitato per il capitale naturale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione

Il sostituto di Lucia Azzolina è il professore chiamato dall’ex Ministra pentastellata per guidare la task-force di esperti per la riapertura delle scuole lo scorso settembre. Il professor Bianchi ha guidato per due mandati l’assessorato della regione Emilia-Romagna all’Istruzione, Università e Lavoro. È autore di 40 libri e oltre 250 pubblicazioni. Qui il suo CV.

Cristina Messa, Ministro dell’Università e della Ricerca

Professoressa ordinaria di Diagnostica per immagini e radioterapia presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Maria Cristina Messa è stata anche rettore della stessa Bicocca dal 2013 al 2019 ed è stata membro della Giunta della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e Vicepresidente del CNR dal 2011 al 2015. Qui il suo CV.

Vittorio Colao, Ministro dell’innovazione tecnologia e la transizione digitale

La carriera di Colao è stata legata a doppio filo per decenni a Vodafone: nel 1996 venne eletto direttore generale di Omnitel Pronto Italia e tre anni dopo fu nominato amministratore delegato della divisione italiana di Vodafone Omnitel. La sua scalata in Vodafone è proseguita nel corso degli anni fino al 2018 quando, dopo aver ricoperto per quasi dieci anni la carica di amministratore delegato di Vodafone, annunciò le sue dimissioni ed entrò a far parte della Board of Directors di Verizon.
Lo scorso aprile Vittorio Colao è stato scelto dal governo di Conte per guidare la task force della “Fase 2” dell’emergenza legata al COVID-19.

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