Caso Yara: cosa cambia con il ricorso vinto da Bossetti

La Cassazione ha accolto il ricorso della difesa di Bossetti sull’accesso ai reperti: una speranza per il manovale condannato per l’omicidio di Yara?

Le agenzie di stampa parlano di possibile “svolta” nel processo sull’omicidio di Yara Gambirasio, la 13enne scomparsa a Brembate di Sopra il 26 novembre del 2010 e ritrovata poi tre mesi dopo. Per la sua morte il manovale Massimo Bossetti è stato condannato all’ergastolo, ma il diretto interessato si è sempre dichiarato innocente. La Corte di Cassazione ha ora però accolto il ricorso presentato dalla difesa di Bossetti in merito all’accesso ai reperti, annullando con rinvio le ordinanze della Corte d’assise di Bergamo.

Facciamo un passo indietro. I legali di Bossetti avevano chiesto di avere accesso ai campioni di Dna e agli abiti di Yara Gambirasio, che hanno fornito le prove per l’incriminazione e poi la condanna del manovale. Il Tribunale di Bergamo aveva però dichiarato inammissibile la richiesta, ma ora con la sua decisione la Cassazione ha annullato con rinvio. Per capirne di più, bisognerà attendere le motivazioni con le quali gli ermellini hanno accolto il ricorso di Bossetti, che per l’occasione ha ribadito di essere sicuro del fatto che la giustizia alla fine gli darà ragione.

La difesa di Bossetti avrà accesso agli indumenti di Yara

I suoi avvocati combattono da tempo per l’accesso ai reperti, perché sono sicuri di poter dimostrare che non sia stato Bossetti ad uccidere Yara nel 2010. I consulenti della difesa potranno finalmente toccare con mano gli indumenti della ragazza e verificare di persona le 54 tracce di Dna, tra cui anche quelle rinvenute sugli slip di Yara, tramite cui si è giunti poi ad Ignoto 1, identificato poi con lo stesso Bossetti, che sta ora scontando la sua pena nel carcere di Bollate.

A tal proposito, all’Adnkronos, l’avvocato difensore Claudio Salvagni ha dichiarato: “Una decisione che ci soddisfa e che ci fa ben sperare nella possibilità di ottenere giustizia. Sono molto contento per Massimo e ora speriamo di poter aver accesso a quei reperti che ci sono sempre stati negati e con cui siamo sicuri di poter dimostrare l’innocenza di Bossetti”. “Sono contento – continua il legale – oggi abbiamo portato a casa un punticino importantissimo e che sancisce che eravamo di fronte a una decisione totalmente strampalata. C’era chi voleva mettere un coperchio ermetico, la parola fine a questa storia, adesso invece siamo di nuovo in gioco e la palla torna nel loro campo. I giudici di Bergamo hanno autonomia rispetto alla Cassazione, ma non possono non tenere conto della decisione di oggi. Spero che in tempi brevi ci forniranno indicazioni sulle modalità con cui procedere all’analisi dei reperti”.