Capitol Hill: un’automobilista travolge le barriere di sicurezza e ammazza un agente. Per il capo della polizia “Non sembra un atto terroristico”

Un poliziotto morto e uno ferito. L’assalitore è stato abbattuto dal fuoco degli agenti sul posto. Sospesi i lavori del Congresso

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WASHINGTON – Tanta paura per quello che, almeno per ora, non sembra essere un nuovo attacco terroristico ai danni della politica americana.

Alle 13.02 di oggi, venerdì 2 aprile, un’auto si è lanciata contro le barriere che proteggono il Campidoglio, schiantandosi ma lasciando incolume il suo guidatore. Sceso dall’auto, l’assalitore si è diretto contro gli uomini della polizia armato di un coltello, colpendone uno prima di essere ucciso dal fuoco degli agenti.

Il poliziotto accoltellato è poi morto in ospedale a causa delle ferite.

Stando alle dichiarazioni rilasciate da Robert Contee, comandante della Metropolitan Police di Washington, questo

Non sembra un atto di terrorismo, ma le indagini sono in corso

La dinamica, invece, sembra essere piuttosto chiara.

A bordo della sua auto, l’uomo ha percorso Constitution Avenue, una delle due grandi arterie che costeggiano la Mall, la zona di Washington in cui sono presenti i palazzi del Congresso, e giunto all’altezza del Russel building ha provato a sfondare le barriere di sicurezza.

Dopo i fatti del 6 gennaio, le grosse recinzioni in cemento che costeggiano la zona sono sorvegliate notte e giorno dai militari della Guardia Nazionale, pur rivelando delle debolezze nei punti dedicati all’accesso dei veicoli autorizzati.

Stando alle prime ricostruzioni, l’assalitore si sarebbe diretto proprio a uno di questi, schiantandosi però con forza contro una recinzione ma non impedendo all’uomo di dirigersi verso i poliziotti.

Al momento, pur non essendo ancora nota l’identità dell’uomo, la polizia ha accertato che sul suo veicolo non fosse presente dell’esplosivo o altre armi. Nonostante ciò, dal momento dell’assalto la città è stata posta in lockdown stretto, impedendo ai pochi parlamentari presenti negli edifici di uscire e a chiunque altro di entrare.

Per fortuna, il Congresso non era in sessione: la Camera ha tenuto una riunione formale questa mattina per poi convocarsi per il 5 aprile, mentre il Senato è deserto.