7.332 è il record di nuovi positivi, ma non è il giorno peggiore: ecco perché

Il 21 marzo la situazione della pandemia in Italia era peggiore.

Quando oggi è stato diffuso il bollettino della Protezione Civile con i dati del Ministero della Salute relativi alla diffusione del coronavirus in Italia è scattato subito il paragone tra il 14 ottobre e il 21 marzo. Questo perché nelle ultime 24 ore si è registrato il numero di 7.332 nuovi positivi, che è il record dall’inizio della pandemia, mentre il precedente primato risaliva al 21 marzo, quando di nuovi positivi ce ne erano stati 6.557.

Non si può dire che oggi sia il giorno peggiore, perché il confronto con quel 21 marzo, in realtà, non si può neanche azzardare. Stiamo parlando di due situazioni completamente diverse, prima di tutto per quanto riguarda il numero di tamponi fatti, basta mettere vicini i numeri affinché salti subito all’occhio l’enorme differenza:

21 marzo 2020:
– 6.557 nuovi contagi
– 793 morti
– 2.857 terapie intensive (+202)
– 17.708 ricoverati con sintomi (+1.688)
– 22.116 in isolamento domiciliare (+2.931)
– 26.336 tamponi (24,9% positivi)
– 42.681 positivi (+4.821)

14 ottobre 2020:
– 7.332 nuovi contagi
– 43 morti
– 539 terapie intensive (+25)
– 5.470 ricoverati con sintomi (+394)
– 86.436 in isolamento domiciliare (+4833)
– 152.196 tamponi (4,8% positivi)
– 92.445 positivi (+5.252)

Guardando i dati a confronto è evidente che adesso la pressione sul sistema sanitario è di gran lunga più bassa rispetto al 21 marzo, ci sono molti meno ricoverati e soprattutto molte meno persone in terapia intensiva, ma soprattutto bisogna considerare il dato cruciale del numero di tamponi effettuati, mentre un po’ meno indicativa (sul singolo giorno) è la percentuale di positivi, che comunque non è mai precisa e reale perché bisogna ricordare che vengono fatti più tamponi per la stessa persona e nel numero di tamponi effettuati sono compresi anche quelli di controllo.

Tuttavia, considerato che il 21 marzo la percentuale di positivi che si trovavano sul totale dei tamponi fatti era di quasi il 25%, mentre adesso è poco meno del 5%, è comunque evidente che stiamo parlando di numeri completamente diversi, pur con tutti i limiti del tasso di positività dei tamponi, che è un dato che, semmai, può essere utile analizzare in un periodo di tempo più lungo e non in relazione a singole giornate.

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