L’allarme delle autorità USA: droga “cloud nine” dietro gli ultimi episodi di cannibalismo

C’è una nuova droga, simile all’ecstasy, dietro gli episodi di cannibalismo che hanno sconvolto gli Stati Uniti: a lanciare l’allarme sono state le autorità locali.

I recenti episodi di cannibalismo nel nord America, da Rudy Eugene di Miami a Kinyua Alexander del Maryland, sarebbero collegati all’uso sempre più diffuso di una droga chiamata “Cloud Nine” – o Ivory Wave, Purple Wave e Vanilla Sky – già bandita in Inghilterra ed Australia. A lanciare l’allarme sono state le autorità statunitensi in seguito ad altri due brutali episodi registrati in queste ore tra North Miami Beach e Scott, in Louisiana.

Nel primo caso a finire in manette è stato il 21enne Brandon De Leon che, fermato per schiamazzi, ha aggredito due agenti di polizia e tentato di morderli in faccia dopo aver presto a testate il vetro della volante. Nel secondo caso il “drogato cannibale” si chiama Carl Jacquneaux, 43enne fermato dopo che aveva preso a morsi il suo convivente. Quest’ultimo è riuscito a cavarsela con poche ferite grazie alla sua prontezza di riflessi: ha risposto all’attacco spruzzando dello spray insetticida in faccia a Jacquneaux, riuscendo così a scappare.

Entrambi gli aggressori, conferma la stampa statunitense, erano sotto effetti di stupefacenti e nel cocktail assunto era presente anche il Cloud Nine, droga simile all’ecstasy e facilmente reperibile da chiunque. Viene spesso venduta come fertilizzante per piante o sali da bagno ed è possibile acquistarne grandi quantità a fronte di una spesa ridotta, da qui la sua vasta diffusione.

Gli effetti di questa sostanza sono ben noti e corrispondono con le caratteristiche messe in evidenza da questi episodi di violenza: allucinazioni, paranoia, agorafobia, innalzamento della pressione e aggressività.

Questo ha spinto le autorità statunitensi a mettere in guardia la popolazione dall’uso del Cloud Nine o di sostanze simili, soprattutto se mescolate con altri stupefacenti. L’effetto, è orami sono molti i casi che lo dimostrano, può essere devastante. Tale precisazione è arrivata anche dopo l’ondata di panico che si è diffusa negli Stati Uniti in merito ad una possibile epidemia zombie.

Sembra strano a dirsi, ma gli utenti americani si sono lasciati influenzare da quegli episodi, tanto da rendere necessaria una precisazione da parte del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), l’agenzia federale americana per il controllo e la prevenzione delle malattie, che ha rilasciato un comunicato specificando che al momento “non si conoscono virus o malattie in grado di riportare in vita i morti o che presentano sintomi paragonabili a quelli degli zombie“.

Via | Independent Online
Foto | Nola