Energia nucleare in Italia

Il nucleare torna in Italia. Non quello a scopi militari, che non ci ha mai abbandonato (tuttora ad Aviano e a Ghedi Torre sono installate circa novanta bombe atomiche) ma quello a scopi civili. Il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha annunciato oggi che entro la legislatura comincerà la costruzione di “un gruppo di

di dario10

Il nucleare torna in Italia. Non quello a scopi militari, che non ci ha mai abbandonato (tuttora ad Aviano e a Ghedi Torre sono installate circa novanta bombe atomiche) ma quello a scopi civili. Il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha annunciato oggi che entro la legislatura comincerà la costruzione di “un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione”.

“Solo gli impianti nucleari”, ha argomentato il Ministro all’assemblea di Confindustria, “consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell’ambiente”.

L’Italia non è nuova alla produzione di energia nucleare. Fino al 1987 sono state attive le centrali atomiche di Caorso, Latina e Trino. Ma l’8 novembre 1987 un referendum popolare bandì questo settore energetico: le centrali attive furono fermate e riconvertite, si bloccarono i lavori di una seconda centrale a Trino e si abbandonò il progetto di riconversione della centrale di Montalto di Castro. Dopo la tragedia di Cernobyl, il popolo italiano si era infatti convinto che l’energia nucleare non fosse poi così conveniente, sicura ed ecologica.

Non a caso le centrali nucleari hanno continuato a creare problemi sanitari persino dopo la loro chiusura, e a distanza di quindici anni. Quand’erano attive, le nostre centrali hanno infatti prodotto oltre 55 mila metri cubi di residui radioattivi, che nel 2003 il governo Berlusconi II decise di accatastare in un’unico sito a Scanzano Ionico.

La cittadina della Basilicata divenne celebre per la sollevazione popolare dei suoi cittadini, che ingaggiarono la lotta della loro vita e, minacciando addirittura di linciare il sindaco di centro-destra, alla fine costrinsero il governo a rinunciare al progetto.

Sul problema ancora irrisolto delle scorie, il ministro Scajola non si è pronunciato. Ma dal fronte dei sostenitori del ritorno al nucleare si fa notare l’insensatezza della rinuncia a questo metodo di produzione dell’energia, visto che molte centrali sorgono in Francia a pochi chilometri dal confine italiano.

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