Delitto di Garlasco, processo da rifare per Alberto Stasi: ecco le motivazioni

Ecco le motivazioni della sentenza con cui la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di assoluzione per Alberto Stasi, che tornerà a processo per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi.

I giudici della Prima Sezione penale della Corte Suprema di Cassazione, ne parlavamo lo scorso aprile, hanno deciso di annullare con rinvio la sentenza di assoluzione per Alberto Stasi, risultato innocente in primo e secondo grado dalla pesante accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi.

Oggi, a distanza di quasi sette mesi, sono state depositate le motivazioni di quella sentenza che ha stabilito un nuovo processo per il giovane bocconiano. Per la Corte di Cassazione i giudici della Corte d’appello di Milano che hanno assolto Stasi il 6 dicembre 2011 hanno usato “un approccio non coerente ai principi della prova indiziaria, seguendo un percorso metodologico non corretto nella lettura dei dati probatori acquisiti”.

Per questo il nuovo processo servirà a seguire un “corretto e compiuto percorso metodologico, criteri di valutazione della prova indiziaria, svolgendo una nuova verifica delle richieste istruttorie e assumendo eventuali prove ritenute rilevanti per la decisione”.

Ci sono cose, come la bicicletta nera da donna che eran nella disponibilità della famiglia Stasi e che non è mai stata analizzata, che vanno approfondite. Tale mezzo di trasporto, scrivono i giudici, “corrisponde alla macro descrizione della bicicletta accertata come presente dinanzi all’abitazione di Chiara nella prima parte della mattinata del 13 agosto 2007”. Eppure quella bicicletta non è mai stata presa in considerazione dagli inquirenti.

O, ancora, il capello trovato nella mano sinistra di Chiara Poggi doveva essere sottoposto ad accertamenti genetici più approfonditi. E poi, scrivono i giudici, alcune obiezioni avanzata della Procura sono state lasciate senza risposta, come l’efferatezza del delitto e l’emotività esasperata dell’omicida, passando per la criticità dei rapporti sessuali tra Alberto e Chiara e alle conferme di tali criticità come “derivate dalle deviazioni pornografiche e pedopornografiche dell’imputato“.

Per i giudici della Cassazione, in definitiva, sono stati tralasciati alcuni particolari importanti che dovranno ora essere presi in considerazione in vista del nuovo processo d’appello che sarà celebrato ancora una volta a Milano.

Foto | ©TMNews

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