In arrivo norme pro Mediaset: nuovo stop a Europa7?

Era inevitabile. Dopo l’ultima udienza sul caso Europa 7 e con la sentenza attesa per l’estate, il Governo corre ai ripari. Antimafia Duemila, blog di informazione su Cosa Nostra e affini, segnala che l’esecutivo sarebbe pronto ad inserire un emendamento a un decreto della passata legislatura, in via di conversione in questi giorni, che andrebbe

di alet



Era inevitabile. Dopo l’ultima udienza sul caso Europa 7 e con la sentenza attesa per l’estate, il Governo corre ai ripari. Antimafia Duemila, blog di informazione su Cosa Nostra e affini, segnala che l’esecutivo sarebbe pronto ad inserire un emendamento a un decreto della passata legislatura, in via di conversione in questi giorni, che andrebbe a tutto vantaggio di Mediaset e a discapito, tanto per cambiare, di Europa 7.

Si assegnerebbe al Governo una delega per recepire in Italia la nuova direttiva europea sulla pubblicità e Berlusconi non perde tempo. Altra novità “appetitosa” per Mediaset (e Rai per la verità) è che chiunque ne abbia già titolo può continuare a detenere ripetitori e frequenze televisive. Del caso parla l’ex-ministo delle comunicazioni Gentiloni parlando di “sostanziale sanatoria” a vantaggio di Rai e Mediaset.

Personalmente credo che Gentiloni farebbe meglio a non proferir parola. E’ stato Ministro delle Comunicazioni per due anni e si è limitato ad un emendamento di modifica della Gasparri che non ha risolto il problema Europa 7. La Gasparri andava riscritta dall’inizio se non si voleva avvantaggiare Mediaset. La Corte Europea parla di situazione italiana anomala e fa pendere la multa di 300 mila euro al giorno come una spada di Damocle sulla testa dei contribuenti italiani.

In barba a tutto ciò la nuova direttiva esagera. Primo: per i nuovi editori sarà più difficile ottenere le frequenze in esubero. Secondo: chi trasmette non dovrà più avere licenze. Basterà l´autorizzazione. I giuristi ammettono che tutto ciò può penalizzare Europa 7 nella battaglia per ottenere le frequenze. Continua quindi la scandalosa situazione delle frequenze radiotelevisive italiane. Ma vediamo quali sono state le reazioni dei vari esponenti politici.

Per Giovanna Melandri è un “pessimo inizio” del Governo, mentre per Vincenzo Vita “c’è solo da augurarsi che il governo ritiri gli emendamenti al decreto sul recepimento degli obblighi comunitari riguardanti le frequenze televisive” e tira in ballo di nuovo “il conflitto d’interessi del presidente del Consiglio”. Lo ripeto a costo di diventare noioso. Il centrosinistra ha avuto tempo dal ’96 al 2001 e dal 2006 al 2008 per porre fine a questa scandalosa situazione. Ma non lo ha fatto.

Chi ci va più pesante è, naturalmente, Antonio Di Pietro che parla di emendamento “criminogeno”: “Berlusconi perde il pelo ma non il vizio: visto che c’è un provvedimento che danneggia una sua azienda, lui si fa fare una legge per la sua azienda”. Avverte anche il PD, “reo” di un’opposizione troppo morbida in questi primi giorni di vita del Governo: “bon ton e dialogo quanto volete, ma lui è il lupo e voi gli agnelli. E noi dell’Italia dei valori non saremo mai agnelli e denunceremo questo raggiro che si vuole mettere in piedi in Parlamento”

Di buono c’è che anche nella maggioranza qualcuno prende le distanze. La Lega per l’esattezza. Secondo Bossi e i suoi, l’emendamento è una “forzatura” e bisogna ritirarlo o modificarlo per evitare di “cominciare la nuova legislatura innescando una battaglia parlamentare con l’opposizione”. I “gufi” del Governo aspettano sin dal primo giorno i litigi con la Lega, saranno già accontentati?