Grecia, chiude la tv di Stato: licenziati 2.780 dipendenti

La ERT, radio-televisione di stato in Grecia, ha chiuso i battenti questa sera, in seguito a una decisione del Governo nel programma delle privatizzazioni delle aziende statali.

Oggi, martedì 11 giugno, la televisione e radio di Stato in Grecia, la Elliniki Radiofonia ke Tileorasi (ERT), ha chiuso i battenti e tutti i suoi dipendenti, parliamo di circa 2.780 persone, sono stati licenziati con effetto immediato.

L’annuncio, a sorpresa, è arrivato in serata con appena una manciata di ore di anticipo rispetto alla chiusura programmata, mezzanotte ora locale. Un portavoce del Governo, Simos Kedikoglou, ha dichiato:

In un periodo di crisi in cui tutto il popolo greco sta sopportando grandi sacrifici si deve agire senza ritardi. Se vogliamo uscire dalla crisi, dobbiamo lavorare nella trasparenza e senza sprechi. Le trasmissioni saranno interrotte a partire da questa notte. In seguito sarà creato un nuovo e più moderno ente radiotelevisivo che non sarà più controllato dallo Stato e funzionerà con meno personale.

Questa storica decisione, segno evidente della gravissima crisi che ha colpito il Paese, è stata presa dal Governo greco e ufficialmente rientra nel programma delle privatizzazioni delle aziende a partecipazione statale, una riforma ritenuta indispensabile dalla troika – Fmi, Ue e Bce – per poter continuare a garantire gli aiuti necessari e fondamentali per poter risanare l’economia del Paese.

I quasi 2.800 dipendenti sono stati sospesi a tempo indeterminato e ai cittadini è stato spiegato che per tutto il tempo della sospensione – si parla di una situazione temporanea, ma di certo la ERT come i cittadini greci erano abituati a conoscerla è morta stanotte – non pagheranno il canone, in Grecia inserito nella bolletta elettrica.

Grecia, chiusa la TV di Stato
Grecia, chiusa la TV di Stato
Grecia, chiusa la TV di Stato

Difficile capire se e quando la nuova ERT privatizzata tornerà in vita né quanti dei dipendenti appena licenziati verranno riassunti dal nuovo ente. Il portavoce del Governo ha però precisato che 700 di essi avranno la possibilità di andare in pensione anticipata, mentre chi tra gli altri rimarrà senza lavoro verrà adeguatamente ricompensato.

Fonti sindacali locali hanno fatto sapere che il ripetitore principale di ERT è stato neutralizzato dalla polizia in accordo con quanto deciso oggi dal Governo in applicazione del discusso decreto n. 139 che dà ai ministri il potere di decidere la chiusura di un’organizzazione di propria competenza. Così è stato.

La sofferta decisione, parte dell’obbiettivo del Governo che prevede la riduzione degli impiegati pubblici di 2.000 unità entro la fine di quest’anno e di ulteriori 1.400 unità entro la fine del 2014. La ERT, che comprende tre canali televisivi e 29 radio, era una grande fonti di sprechi – dipendenti fino a 8 volte più del dovuto e numerose unità immobiliari non sfruttate al meglio – ma la scelta di chiuderla, per un bene comune che è la ripresa del Paese, ha comunque sconvolto i cittadini, prontamente scesi in piazza contro questo drastico passo.

In centinaia stasera si sono ritrovati presso la sede dell’emittente e dare supporto ai tantissimi dipendenti che solo poche ore prima avevano scoperto che sarebbero rimasti senza lavoro da un momento all’altro, e tanti altri si riuniranno nelle prossime ore e nei prossimi giorni in tante manifestazioni e cortei di protesta da una parte all’altra del Paese.