Un giorno in pretura puntata del 26 ottobre 2013. L’omicidio di Teresa Buonocore, seconda parte

La seconda parte del processo a carico di Enrico Perillo per l’omicidio di Teresa Buonocore, fino alla condanna all’ergaastolo dell’imputato.

Sabato scorso è andata in onda la seconda puntata della nuova stagione di Un giorno in pretura, dedicata alla seconda parte del processo celebrato in Corte d’Assise di Napoli per l’omicidio di Teresa Buonocore, che vede imputato Enrico Perillo.

L’uomo è accusato di essere il mandante del delitto compiuto il 20 settembre 2010 da Alberto Amendola e Giuseppe Avolio, rei confessi condannati rispettivamente a 21 e 18 anni di reclusione. Il movente dell’omicidio sarebbe da ricercare nel desiderio di vendetta nei confronti della donna che si era costituita parte civile nel processo per gli abusi sessuali nei confronti della figlia maggiore e di un’altra ragazzina, al termine del quale Perillo fu condannato a 15 anni di reclusione.

Le testimonianze raccolte in aula vanno tutte in questa direzione. Le uniche voci fuori dal coro sono ovviamente quelle della moglie e del fratello di Perillo, che cercano di dare un’immagine diversa dell’uomo, da tutti dipinto come un nullafacente e un amante delle armi e della violenza. In particolare, emergono dal passato dell’uomo precedenti penali anche gravi, come l’uccisione di un uomo durante la rissa che gli era costato anche anni di carcere, precedente a quanto pare tenuto nascosto alla moglie, dottoressa molto conosciuta a Portici.

Perillo viene quindi indicato come il mandante dell’omicidio di Teresa. In quel periodo l’uomo si trova già in carcere per scontare la pena relavita al processo di pedofilia, e avrebbe quindi mandato l’ordine di uccidere la Buonocore a Amendola tramite una lettera in codice. Questa lettera, però, non è mai stata trovata perché, per ammissione della stessa madre di Amendola, l’avrebbe distrutta e fatta sparire proprio lei dopo l’arresto del figlio.

La madre di Amendola in udienza va oltre: afferma di sapere con certezza che a convincere il figlio a commettere il delitto fu non solo Perillo, con la sua promessa di soldi, ma anche la moglie dell’imputato, che avrebbe avuto con l’Amendola una relazione a sfondo sessuale. La dottoressa ovviamente smentisce in maniera categorica di aver mai intrattenuto qualsiasi genere di rapporto con il giovane tatuatore.

A rendere la pozione del Perillo più grave e a fare luce sulla psciologia dell’uomo, c’è inoltre la sua passione smodata delle armi. Perillo si dichiara perito balistico, senza peraltro avere alcun attestato, e giustifica così il possesso in casa di numerose armi: pistole, fucili, esplosivi e migliaia di munizioni, che fabbricava egli stesso in casa, vicenda per la quale è stato peraltro già condannato.

Presente in aula anche la figlia di Teresa, che racconta di come l’imputato più volte – dopo gli abusi – la minacciò, mostrandole una pistola e dicendole che l’avrebbe usata contro sua madre se le avesse rivelato le violenze cui la sottoponeva.

Troppi gli elementi a carico dell’uomo riscontrati quindi dalla Terza sezione della Corte di assise di Napoli che, al termine del processo di primo grado, lo ha quindi condannato all’ergastolo.

L’appuntamento con Un giorno in pretura è per sabato prossimo su Raitre, sempre intorno alla mezzanotte.

I Video di Blogo

Ultime notizie su Inchieste e processi

Tutto su Inchieste e processi →