Omicidio Meredith Kercher, la perizia sarà depositata entro il 30 ottobre

La perizia eseguita sul coltello che sarebbe stato usato per uccidere Meredith Kercher sarà depositata il 30 ottobre, pochi giorni prima dell’udienza del 6 novembre.

Sarà depositata il prossimo 30 ottobre la perizia, disposta dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze, sul coltello che l’accusa ritene esser stato usato per uccidere Meredith Kercher e che, secondo le ultime indiscrezioni, conterrebbe del DNA umano compatibile con quello di Amanda Knox, che si è sempre detta estranea al delitto ed è già stata condannata a 26 anni di carcere in primo grado per poi venir assolta in appello insieme a Raffaele Sollecito.

L’indiscrezione trapelata non è stata ufficialmente confermata, quindi per capire con esattezza cosa è stato trovato su quel coltello bisognerà aspettare che la perizia venga depositata. In ogni caso, anche se venisse provata la presenza del DNA di Amanda Knox sul quel coltello potrebbe cambiare poco ai fini processuali.

L’arma è stata recuperata in casa di Sollecito e per la difesa non ci sarebbe stato nulla di strano se la giovane americana avesse usato quel coltello per cucinare nei giorni precedenti al delitto. Per l’accusa, invece, potrebbe trattarsi dell’ennesimo indizio a sfavore di Amanda Knox.

La relazione, in arrivo a poche ore dal sesto anniversario di quella tragica notte in via delle Pergola a Perugia, sarà discussa nel corso della prossima udienza, quella in programma per il prossimo 6 novembre, quella a cui dovrebbe prendere parte anche Raffaele Sollecito, finora assente dall’Italia. All’inizio del mese il giovane aveva dichiarato:

Sono contumace, ma non latitante, almeno per ora. Sono partito esibendo il mio passaporto. Per fare il latitante, occorrono ingenti risorse economiche che io non ho. Occorrono amici che ti proteggano ma che in qualunque momento ti possono tradire. Sarebbe una vita d’inferno. Non la reggerei. Qui passo le mie giornate a imparare lo spagnolo e preparare un progetto per il mio futuro.

Anche suo padre si è affrettato a precisare che Raffaele sarà presente a Firenze il prossimo 6 novembre e che non ha nessuna intenzione di sottoporsi a questo nuovo grado di giudizio.

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