Grosseto, trovata morta in un dirupo all’Argentario: arrestato il compagno Sergio Bertini

L’uomo aveva raccontato di aver accompagnato Irina, in Italia da una decina d’anni, alla stazione di Grosseto per prendere un treno diretto a Roma e di averla vista per l’ultima volta in quell’occasione.

E’ stato fermato oggi dalle forze dell’ordine il compagno di Irina Meynster, la donna di 47 anni trovata morta giovedì sera in un dirupo della strada panoramica di Punta Ciana, sul versante di Porto Ercole all’Argentario.

Irina, badante ucraina da tempo in Italia, è stata strangolata a morte e infine gettata nel dirupo. Secondo gli inquirenti sarebbe stato proprio il compagno, Sergio Bertini, a ucciderla e denunciarne la scomparsa subito dopo, lo scorso 17 ottobre.

L’uomo aveva raccontato di aver accompagnato Irina, in Italia da una decina d’anni, alla stazione di Grosseto per prendere un treno diretto a Roma e di averla vista per l’ultima volta in quell’occasione. Si era anche rivolto a Chi l’ha Visto? per denunciare la scomparsa della donna e lanciare un appello.

Bertini aveva anche raccontato di aver ricevuto un SMS dal telefono di Irina che lo avvisava di essere arrivata sana e salva a Roma. Più tardi, dopo averla chiamata più volte, avrebbe ricevuto la risposta di uno straniero che gli avrebbe detto di aver trovato la borsetta della donna abbandonata alla stazione Ostiense di Roma. Poi più nulla.

Due giorni fa il ritrovamento, poi l’identificazione del corpo e l’interrogatorio di Sergio Bertini fatto di incertezze e contraddizioni. Nella notte, intorno all’1.30, è scattato l’arresto: l’uomo è stato condotto nel carcere di via Saffi con la pesante accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere.