Movimento 5 Stelle: chi è Nicola Morra, il nuovo capogruppo al Senato

Genovese di nascita e calabrese di adozione, professore in un liceo, è considerato un ortodosso capace di parlare con tutti.

Nicola Morra è il nuovo capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle: cinquant’anni, genovese di nascita, insegna Storia e Filosofia in un liceo di Cosenza. E infatti la sua fama è quella di uomo colto, capace di citare filosofi e uomini politici di ogni epoca.

La sua posizione è considerata “ortodossa”: la linea pro-Beppe Grillo ha vinto ancora una volta, quindi, ma va detto che Morra è uno rispettato anche dai dissidenti e che, in generale, piace a tutti i rappresentanti M5S al Senato. “Noi siamo la dimostrazione di come si possa far politica con costi bassissimi, i costi della politica non sono quelli della democrazia: quelli della politica sono gonfiati in maniera abnorme per garantire poi degli apparati che pescano consenso”, ha detto nella sua prima intervista da Mentana.

Nicola Morra piace ai sostenitori del Movimento 5 Stelle e pare che i suoi interventi a La Cosa siano sempre tra i più apprezzati. Aiuta di certo la capacità nell’esprimersi, che altrove fa difetto, l’aria saggia senza essere vecchio e soprattutto il suo ruolo di mediatore. Nel senso di uno che riesce, col ragionamento più che con il pugno di ferro, a tenere buoni i dissidenti.

Ottima reputazione, quindi. Anche se nel suo CV sul meet up calabrese ammette di non aver mai votato prima di questa tornata e l’utilizzo dei puntini di sospensione non è proprio da professore di liceo.

Credo…., mi batto…., mi impegno…..No. Chi mi conosce sa che cosa io faccia nel concreto. Giorno per giorno.
Però lasciatemi dire anche che PROVO RABBIA. ….avevamo un paese bellissimo, un paese che ha permesso a tanti di godere di libertà, di avere delle giuste tutele, di reputare che sotto certi standard minimi in termini di diritti di cittadinanza non si potesse scendere.
Avevamo. Ma adesso ce lo riprenderemo….
Pur credendo tantissimo nel valore della polis, non ho mai votato, proprio perchè ho dato sempre credito alla nobiltà, alla bellezza della politica. Non ho mai creduto alla logica del male minore, ed a chi mi diceva che Occhetto era migliore di De Mita, oppure D’Alema di Berlusconi, rispondevo che eguali eran nel non porsi al servizio dei cittadini, del popolo, non avendo, i primi, quando avrebbero dovuto e potuto, imporre la risoluzione del conflitto d’interessi ad es..

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