La Cgil sfoglia la margherita dello sciopero generale. A porte chiuse …

La Cgil continua a sfogliare la margherita: sì o no allo sciopero generale? Il segretario generale del più grande sindacato italiano Susanna Camusso, ha chiesto al comitato direttivo di dare mandato alla segreteria confederale di proclamare uno sciopero generale, al termine della mobilitazione contro le politiche del Governo iniziate mesi fa, o di indicare una

La Cgil continua a sfogliare la margherita: sì o no allo sciopero generale? Il segretario generale del più grande sindacato italiano Susanna Camusso, ha chiesto al comitato direttivo di dare mandato alla segreteria confederale di proclamare uno sciopero generale, al termine della mobilitazione contro le politiche del Governo iniziate mesi fa, o di indicare una data, preferibilmente un sabato, per una manifestazione nazionale.

Il direttivo si è aperto ieri e si sta tenendo a porte chiuse. Ognuno a casa propria può decidere di sbarrare le porte ma pare proprio che la Cgil sbagli passo: invece di aprirsi e rendere pubblico il confronto interno che riguarda l’economia e l’intero Paese, si rinchiude come fossimo ai tempi del “socialismo reale”. Tant’è.

La Confederazione di Corso d’Italia è lacerata al suo interno e lo sciopero generale (che viene invocato a gran voce dalla minoranza della Cgil e dalla Fiom) non è che l’iceberg di uno scontro tutto “politico” sull’identità e sul ruolo della Cgil, in particolare sui suoi rapporti con il padronato – Fiat in testa – con Cisl e Uil, con il Governo, con il Pd.

La Fiom trova stavolta alleati in alcune importanti strutture territoriali, quali la Cgil Emilia-Romagna, già espresse a favore dello sciopero generale. La federazione della conoscenza ha convocato il suo sciopero per il 21 marzo e la funzione pubblica per il 25. Le tute blu della Fiom hanno già scioperato il 28 gennaio.

Con queste premesse la Camusso non farà che la “portavoce”, convocando lo sciopero generale. Troppo tardi o troppo inutile?