Giro d’Italia 2013: Bradley Wiggins e Ryder Hesjedal si ritirano

Rigoberto Uran diventa capitano del team Sky.

Il Giro d’Italia 2013 perde due dei suoi protagonisti: Ryder Hesjedal, il vincitore dell’anno scorso, e Bradley Wiggins, il trionfatore del Tour 2012, sono costretti a lasciare la corsa rosa.

Per Hesjedal il Giro 2013 è cominciato male ed è andato sempre peggio, tanto che dopo dodici tappe si trova al 38° posto in classifica e con più di 32 minuti di ritardo dalla Maglia Rosa Vincenzo Nibali. Il canadese della Garmin-Sharp, che l’anno scorso ha trionfato a Milano recuperando 31″ su Rodriguez nell’ultima tappa, la cronometro nel capoluogo meneghino, quest’anno si è presentato all’appuntamento più magro, per essere più agile, ma evidentemente la perdita di peso non gli ha giovato ed è apparso molto meno scattante, sia nelle crono sia in salita.

Bradley Wiggins era il favorito numero uno di questo Giro, il rivale più pericoloso per Vincenzo Nibali, ma dopo la crono a squadre in cui il suo Team Sky ha dominato (e che avrebbe potuto regalargli la Maglia Rosa, ma lui ha preferito lasciarla a un italiano), è andata di male in peggio per Wiggo, che oltre ad aver avuti problemi meccanici nelle prime tappe, nella settima frazione da Marina San Salvo a Pescara è scivolato sull’asfalto bagnato e il giorno dopo nella crono da Gabicce Mara a Saltara è apparso psicologicamente bloccato proprio dalla paura di cadere di nuovo, anche se la strada era solo un po’ umida. C’è da dire che se non avesse dovuto cambiare bicicletta per una foratura dopo appena 18 minuti, Wiggins, arrivato alla fine secondo a 10″ dal vincitore della crono Alex Dowsett, avrebbe certamente vinto quella tappa, anche se non con il distacco che ci si aspettava alla vigilia.

Da quel giorno le cose hanno continuato ad andare male per Sir Bradley Wiggins, che si è anche beccato un forte raffreddore e un’infezione polmonare che alla fine lo hanno costretto ad abbandonare il Giro alla vigilia della tappa più lunga, quella di 254 km da Busseto a Cherasco, organizzata per ricordare Giuseppe Verdi.
Nei giorni scorsi a chi gli chiedeva quale tappa gli sembrasse più difficile, Wiggo rispondeva che “sembrano tutte difficili quando sei malato”, anche se definiva il suo malanno un “banalissimo raffreddore”. Ma è l’infezione polmonare che preoccupa di più e da ieri sera ha anche la febbre. Perciò l’inglese ora deve solo guarire, recuperare e presentarsi a Porto Vecchio il 29 giugno per difendere la Maglia Gialla conquistata al Tour lo scorso anno.

Per il Giro d’Italia 2013 il ritiro di Hesjedal e Wiggins, che era nell’aria già da qualche giorno, è certamente una pessima notizia, tanto quanto il maltempo che continua a perseguitare la corsa rosa e che sta facendo ammalare tanti ciclisti oltre a rendere terribilmente più difficili anche le tappe semplici. Sarà tutto facile d’ora in poi per Vincenzo Nibali o Rigoberto Uran, che ora diventa il capitano del team Sky, e Cadel Evans possono ancora dargli del filo del torcere?

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