‘Ndrangheta: scarcerato a Milano Domenico Barbaro, “Nico l’Australiano”

L’uomo è stato rilasciato per decorrenza dei termini di custodia cautelare

E’ stato scarcerato a Milano un presunto boss della ‘ndrangheta, Domenico ‘Nico’ Barbaro, per decorrenza dei termini di custodia cautelare. La decisione è stata presa dalla Corte d’appello di Milano a seguito dell’istanza presentata dall’avvocato Gianpaolo Catanzariti

Barbaro, che era in carcere dal 2008, era ritenuto dalla Dda di Milano il presunto boss della cosca Barbaro-Papalia. Nelle carte dell’inchiesta veniva indicato come ‘l’Australiano’. Sarà scarcerato anche un altro presunto boss, Francesco Barbaro.

Intanto la Cassazione ha annullato con rinvio in appello le condanne per i processi Cerberus (aprile 2012) e Parco Sud (giugno 2013).

Dopo l’annullamento nei mesi scorsi erano tornati in libertà sia Domenico Papalia che Antonio Perre.

L’appello per il processo Cerberus si è già tenuto, e le condanne sono state nuovamente confermate – si dovrà ora passare in Cassazione -. Invece l’appello per il Parco Sud comincerà mercoledì 23 ottobre.

Inchiesta Cerberus e Parco Sud

L’operazione Cerberus inizia nel luglio 2008 (ma ci si lavora già dal 2004): il giudice per le indagini preliminari Piero Gamacchio firma nove ordini di arresto. Finiscono in carcere tra gli altri Salvatore e Rosario Barbaro con il padre Domenico, Pasquale Papalia, figlio di Antonio Papalia, e l’imprenditore Maurizio Luraghi. Sono accusati di “associazione mafiosa”, e nel mirino finisce “il controllo dell’attività di movimento terra nella zona sud ovest dell’hinterland milanese”.

Nel novembre 2009 il gip Giuseppe Gennari firma altri 17 ordini d’arresto per lo stesso capo di imputazione del processo Cerberus: si tratta dell’operazione Parco Sud che vede ancora tra gli imputati i Barbaro (Domenico, Francesco, Rosario e Salvatore), Antonio Perre e Domenico Papalia.

Per quanto riguarda il Cerberus, nel giugno del 2010 Salvatore Barbaro viene condannato a 9 anni di reclusione, Domenico e Rosario Barbaro a 7 anni, Mario Miceli a 6 anni e Maurizio Luraghi a 4 anni e 6 mesi (la moglie di Luraghi viene assolta). Il 20 maggio 2011 le pene sono state confermate dalla Corte d’appello, ma nell’aprile 2012 la Cassazione rinvia il tutto in appello. Nel maggio 2013 tutte le condanne vengono però nuovamente confermate.

Per quanto riguarda il Parco Sud nell’ottobre 2010 Salvatore Barbaro viene condannato a 8 anni e 4 mesi, Domenico Barbaro a 8 anni e 8 mesi, Rosario Barbaro a 8 anni e 6 mesi, Francesco Barbaro a 6 anni e 6 mesi. Condannati anche Domenico Papalia e Antonio Perre con pene superiori a 6 anni, e l’imprenditore Andrea Madaffari a 6 anni. Come vi anticipavamo, dopo l’annullamento in Cassazione, anche in questo caso si dovrà tornare in aula.

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