Fine del gruppo Fli al Senato. Pontone dà il colpo di grazia

Franco Pontone, un nome che a molti di voi dirà poco, ma era pur sempre il vecchio amministratore di Alleanza Nazionale. Pontone se ne va da Fli, proprio come Giuseppe Menardi ieri sera, distruggendo ogni possibilità rimasta di tornare a quota dieci.E non è tutto; altri due senatori sono in procinto di salutare i finiani.

di luca17


Franco Pontone, un nome che a molti di voi dirà poco, ma era pur sempre il vecchio amministratore di Alleanza Nazionale. Pontone se ne va da Fli, proprio come Giuseppe Menardi ieri sera, distruggendo ogni possibilità rimasta di tornare a quota dieci.

E non è tutto; altri due senatori sono in procinto di salutare i finiani. Uno di questi è Maurizio Saia.

“Fli, finchè non si va al voto, non esiste. Finchè non c’è questa prova sul territorio elettorale credo che la prima preoccupazione di chi governa il partito dovrebbe essere quella di tenere tutti i pezzi insieme – dice. “Si sono sminuite le porzioni del partito più moderate: un chiaro segnale verso una nuova rotta non concordata. Poi, non nascondo, che sul piano dei rapporti umani il gruppo al Senato ha sofferto della sindrome dell’abbandono”.

Saia non ha ancora deciso, sta valutando la situazione, ma ormai la barca sta affondando, c’è poco da fare. Il colpo di grazia lo ha inferto proprio il congresso costituvio, sancendo la posizione dominante dei falchi, rappresentati dall’onnipresente Italo Bocchino.

O più semplicemente, molti di coloro che erano fuoriusciti solo nella speranza di trovare un posto al sole, quel posto non lo hanno trovato. Questione di potere. Cose che capitano in una forza politica che non si basa su alcun sostrato comune, ideologicol o anche solo ideea. Un nano dai piedi d’argilla. Proprio come il suo leader Gianfranco Fini.