Di cosa hanno parlato papa Francesco e Giorgio Napolitano durante la visita ufficiale

Alcuni appunti a margine della visita di Stato che il presidente Giorgio Napolitano ha fatto oggi a papa Francesco.

di robo

Il presidente Giorgio Napolitano ha reso visita al papa Francesco. Come è noto si tratta della prima visita di Stato al nuovo papa e solitamente tale visita è riservata al presidente della Repubblica Italiana. L’incontro ha visto un momento di dialoghi privati tra il papa e il presidente e poi i discorsi ufficiali.

L’incontro privato tra i due capi di Stato è durato sui ventiquattro minuti. Secondo la Sala Stampa vaticana:

Durante i cordiali colloqui è stata espressa soddisfazione per le buone relazioni intercorrenti tra la Santa Sede e l’Italia. In particolare, si sono affrontati temi che riguardano la situazione sociale italiana e il contributo della Chiesa cattolica alla vita del Paese. Vi è stato, pure, un esame di aspetti che caratterizzano l’attuale quadro internazionale, come il preoccupante deterioramento dei conflitti che interessano l’area mediterranea orientale e l’instabilità dell’area nord-africana, che gravano anche su antiche comunità cristiane. Le due Parti hanno confermato la volontà di continuare la costruttiva collaborazione a livello bilaterale e nel contesto della comunità internazionale, soprattutto a riguardo della promozione e della protezione della libertà religiosa.

Papa Francesco nel suo discorso ufficiale ha toccato vari punti. Ne sottolineo alcuni.

  • La passione dei giovani per l’impegno politico e il dialogo tra credenti e non credenti: “In un momento di crisi come l’attuale è dunque urgente che possa crescere, soprattutto tra i giovani, una nuova considerazione dell’impegno politico, e che credenti e non credenti insieme collaborino nella promozione di una società dove le ingiustizie possano essere superate e ogni persona venga accolta e possa contribuire al bene comune secondo la propria dignità e mettendo a frutto le proprie capacità. La distanza tra la lettera e lo spirito degli ordinamenti e delle istituzioni democratiche è sempre da riconoscere ed occorre l’impegno di tutti i soggetti coinvolti per colmarla ogni volta di nuovo. Anche noi, cattolici, abbiamo il dovere di impegnarci sempre di più in un serio cammino di conversione spirituale affinché ci avviciniamo ogni giorno al Vangelo, che ci spinge ad un servizio concreto ed efficace alle persone e alla società”
  • La difesa della libertà religiosa: “Nel mondo di oggi la libertà religiosa è più spesso affermata che realizzata. Essa, infatti, è costretta a subire minacce di vario tipo e non di rado viene violata. I gravi oltraggi inflitti a tale diritto primario sono fonte di seria preoccupazione e devono vedere la concorde reazione dei Paesi del mondo nel riaffermare, contro ogni attentato, l’intangibile dignità della persona umana. È un dovere di tutti difendere la libertà religiosa e promuoverla per tutti. Nella tutela condivisa di tale bene morale si trova, inoltre, anche una garanzia di crescita e di sviluppo dell’intera comunità”.
  • Riconoscenza per l’accoglienza riservatagli dal popolo italiano: “Signor Presidente, Le rinnovo il mio ringraziamento per questo incontro tanto gradito. E sono lieto di cogliere questa occasione per esprimere la mia riconoscenza a Lei e a tutti gli italiani per l’affetto caloroso con cui mi hanno accolto dopo la mia elezione: mi hanno fatto sentire di nuovo a casa! Grazie. Possa l’Italia essere sempre una casa accogliente per tutti”.

Il discorso del presidente Napolitano

Visita di stato di Giorgio Napolitano a papa Francesco

Dal canto suo il presidente Giorgio Napolitano si è soffermato su alcuni punti che, secondo lui, caratterizzano il pontificato di papa Francesco.

  • L’attenzione del papa agli ultimi: “Attorno al richiamo fondamentale a Francesco d’Assisi come “l’uomo della povertà, l’uomo della pace”, si è subito manifestata la Sua attenzione e premura per i sofferenti e per gli emarginati, per le persone e le famiglie vittime dell’avidità e dell’egoismo dominanti, ed è risuonato il Suo appello alla Chiesa e ai cristiani perché ne prendano le parti e ne abbiano cura”.
  • Necessità di un cambiamento nel mondo dell’economia: “La necessità di una nuova visione dello sviluppo dell’economia e della società si pone per l’Europa nel suo complesso, stimolandone drammaticamente l’unione e chiamandola ad una piena comprensione delle nuove realtà emergenti e delle istanze ancora inascoltate dei popoli di diversi continenti rimasti nel passato ai margini dello sviluppo mondiale”.
  • L’Italia e il cambiamento: “Il cambiamento che s’impone in Italia non può non toccare anche comportamenti diffusi, allontanatisi gravemente da valori spirituali e morali che soli possono ispirare la ricerca di soluzioni sostenibili per i nostri problemi, di prospettive più serene e sicure.”
  • La libertà religiosa: “Cardine della Costituzione italiana, come dell’ordinamento di ogni Stato di diritto, è il principio della libertà religiosa : invece ancor oggi in troppi luoghi negata e brutalmente calpestata. E consideriamo nostro dovere prenderne le difese ovunque, specie là dove siano colpite la libertà e la vita dei cristiani.”

Una curiosità

Visita di stato di Giorgio Napolitano a papa Francesco

Tra i titoli del papa c’è quello di Primate d’Italia e ci si sarebbe aspettato che lo si usasse in un incontro così ufficiale. Ma papa Francesco, come ben sappiamo, predilige un altro titolo, quello di vescovo di Roma. E non ha mancato di sottolinearlo anche nel corso della visita di Stato con Napolitano:

In Italia la collaborazione tra Stato e Chiesa, sempre rivolta all’interesse del popolo e della società, si realizza nel rapporto quotidiano tra le istanze civili e quelle della comunità cattolica, rappresentata dai Vescovi e dai loro organismi, e in modo del tutto particolare dal Vescovo di Roma.