Il premier Letta: «Il mio è un governo di necessità»

Il premier intervistato da Ezio Mauro

di guido

Terminato l’incontro a quattr’occhi con Matteo Renzi – i due si sono salutati dandosi il “cinque” – il premier Letta è salito sul palco de La Repubblica delle idee a Firenze per essere intervistato da Ezio Mauro.

Per prima cosa, il presidente del Consiglio ha parlato del suo governo e di cosa significa la grande ed eterogenea coalizione che lo sostiene:

Questo governo nasce da una situazione eccezionale per cui non credo ci fossero alternative: l’alternativa era tornare ancora una volta al voto e questo avrebbe creato un caos istituzionale ancora maggiore

E, tiene a ribadire, di alternative ancora oggi non ce ne sono, perciò bisogna “passare attraverso questo pertugio”.

Questo governo è un percorso faticoso, difficile, che si deve spiegare e raccontare

e invita a distinguere tra “politiche” e “politica”:

Noi siamo impegnati sulle politiche, il governo è impegnato sulle politiche perché tra componenti diversi si trova intesa sulle politiche; se parliamo politica non troviamo intesa

Sollecitato dal direttore di Repubblica, il premier commenta anche, senza nominarlo (lo chiama “l’alleato di maggioranza”), le dichiarazioni di Berlusconi che lo invita al “braccio di ferro” con Angela Merkel, pena l’uscita dall’euro. Uscire dall’euro è fuori discussione, secondo Letta, “sarebbe il disastro finale per l’Italia, finirebbe l’euro e sarebbe un gravissimo errore”.

Dobbiamo sempre pensare non a come stiamo ma a cosa sarebbe successo se non ci fosse l’Euro

Capitolo riforme. Letta ha glissato sulle polemiche riguardanti la legge elettorale, affermando che la priorità sono le riforme istituzionali, e soprattutto il superamento del bicameralismo perfetto, che “ha dimostrato di non funzionare”. Il premier però riconosce che un cambiamento così grande dovrebbe essere sottoposto a referendum.

Si parla anche della legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Letta difende il ddl varato dal consiglio dei ministri e afferma che su questo tema “si è fatta disinformazione”.

Inoltre una parola sull’Afghanistan, dopo l’uccisione del bersagliere italiano stamattina. Nonostante gli immancabili appelli a una exit strategy anticipata, Letta garantisce che l’Italia lascerà l’Afghanistan come previsto nel 2014.

Foto © Getty Images

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