Programma Prism: Nyt, sventati attacchi terroristici grazie a intercettazioni

Un alto funzionario dei servizi segreti americani ha rivelato al Nyt: “Siamo stati in grado di raccogliere informazioni cruciali” attraverso un indirizzo email di Peshawar, città del Pakistan, legato a membri di al Qaeda.

Il New York Times corre (e scrive) in difesa del presidente americano Barack Obama e della sua amministrazione, travolti dallo scandalo del Programma Prism, ovvero dalle intercettazioni ai danni di cittadini e colossi del web. Il controllo delle utenze telefoniche e telematiche di milioni di americani, gestito dall’intelligence Usa, nel 2009 avrebbe aiutato a sventare un attacco terroristico.

Già prima dell’articolo del quotidiano, l’amministrazione Obama – e il presidente in persona – avevano sottolineato come Prism fosse basilare per la lotta al terrorismo internazionale. Un alto funzionario dei servizi segreti americani ha rivelato al Nyt: “Siamo stati in grado di raccogliere informazioni cruciali” attraverso un indirizzo email di Peshawar, città del Pakistan, legato a membri di al Qaeda.

Ecco la ricostruzione del quotidiano. Dopo mesi di silenzio, all’inizio del settembre 2009 arriva all’indirizzo di Peshawar – controllato dall’intelligence yankee – una email spedita da Aurora, in Colorado. Gli investigatori risalgono a Najibullah Zazi, 24 anni, che si è rivolto a un facilitatore di al Qaeda per avere istruzioni su come fabbricare esplosivi.

Successivamente, altra mail intercettata dagli 007: “Il matrimonio è pronto” che, decriptato, significa che è tutto in ordine per l’attacco. Le autorità intervengono bloccando Zazi, poi lo rilasciano, ma alla fine lo arrestano. L’uomo ammette che aveva progettato un attacco alla metropolitana di New York. Il New York Times ricorda poi come, lo scorso dicembre, quando il Congresso si preparava a prorogare Prism, il presidente della Commissione Intelligence del Senato – la democratica Dianne Feinstein – ricordò otto casi recenti di terrorismo, sottolineando come Prism avesse dunque funzionato. Progetti di attentati alla Federal Reserve, al Congresso, a siti in Florida e a New York, contro le truppe al rientro dall’estero.

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