Grillo: “Il Parlamento è una scatola di tonno vuota”. E’ polemica

Grillo sul Parlamento: “tomba maleodorante, non serve a nessuno”. Polemiche immediate, Laura Boldrini: “Colpisce la democrazia.”

Il post pubblicato questo pomeriggio dal capo politico del M5s Beppe Grillo ha scatenato una vera e propria girandola di indignazioni, a destra come a sinistra; Grillo ha descritto il Parlamento come una “tomba maleodorante che non serve a nulla”, riprendendo anche la vecchia immagine della scatoletta di tonno, spiegando di averla trovata “vuota”.

Nel post Grillo rispolvera tanti vecchi cavalli di battaglia, da “Gargamella” al “pigiare bottoni” dei parlamentari, rappresentanti nessuno:

“Chi rappresenta ormai questo luogo? Deputati e senatori sono nominati dai dirigenti della “ditta” del pdmenoelle (così si dice la chiami Gargamella Bersani in privato) e di un condannato in secondo grado per evasione fiscale che altrove sarebbe in fuga in lidi lontani. I parlamentari nominati dai partiti non rappresentano nessun elettore, neppure sé stessi. […] le leggi, al suo posto (del Parlamento, ndr), le fa il Governo sotto forma di decreti a pioggia, quasi sempre approvati in aula. Il Governo, in teoria, ha il compito di governare, non di sostituirsi al Parlamento.”

Il discorso, duro nei toni quanto morbido sui contenuti, si chiude con la classica provocazione di Grillo, l’accusa di incostituzionalità del Parlamento stesso (in quanto eletto con il Porcellum):

“Il Parlamento potrebbe chiudere domani, nessuno se accorgerebbe. E’ un simulacro, un monumento ai caduti, la tomba maleodorante della Seconda Repubblica. O lo seppelliamo o lo rifondiamo. La scatola di tonno è vuota. Ripeto: la scatola di tonno è vuota.”

Le parole del capo politico del Movimento 5 Stelle hanno immediatamente scatenato un moto di indignazione trasversale alla politica: la Presidente della Camera Laura Boldrini ha risposto dicendo che la riforma del regolamento della Camera ha proprio l’obiettivo di migliorare, restituendole centralità, l’attività parlamentare limitando così il ricorso ai decreti legge, rafforzando il ruolo delle commissioni:

“Le dichiarazioni di Beppe Grillo, scomposte e offensive, tendono di nuovo a colpire il Parlamento e quindi la democrazia. Sono dannose per il Paese, per la sua immagine all’estero, per chi lavora a rinnovare le istituzioni rendendole più sobrie, efficaci e trasparenti e per gli stessi deputati del gruppo M5S, presenti con grande impegno nell’attività della Camera.”

Decisamente più duro Renato Brunetta, che ha chiesto l’intervento di Napolitano, parlato di terrorismo linguistico e definito i visitatori del blog, e Beppe Grillo stesso, dei “cannibali”.

Il viceministro dell’economia Stefano Fassina si è invece appellato agli elettori ed ai parlamentari pentastellati:

“Bisogna prendere atto che Grillo, sempre piu’ in difficolta’ di strategia e di consenso, esprime una cultura fascista e condannare senza se e senza ma le sue affermazioni. Spero che i colleghi parlamentari del partito di Grillo prendano le distanze, quanto meno per coerenza personale. Continuare a lasciar correre diventa connivenza.”

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