Esteri: il giro del mondo in tremila battute

WikiLeaks: sovrastimate le riserve petrolifere dell’Arabia Saudita. Un dato non da poco per tempi in cui il petrolio supera i 100 dollari al barile, soprattutto se si pensa che è riferito al maggior produttore mondiale di oro nero. La notizia risale al 2007 ed è contenuta in un cablo del console Usa a Ryadh John

WikiLeaks: sovrastimate le riserve petrolifere dell’Arabia Saudita. Un dato non da poco per tempi in cui il petrolio supera i 100 dollari al barile, soprattutto se si pensa che è riferito al maggior produttore mondiale di oro nero. La notizia risale al 2007 ed è contenuta in un cablo del console Usa a Ryadh John Kincannon, divulgato da WikiLeaks all’interno del cosiddetto Cablegate.

Il file, che è stato ripreso dal Guardian ed è rimbalzato rapidamente su buona parte delle agenzie di stampa internazionali, riporta le valutazioni di Sadad al-Husseini, ex responsabile del settore produzione ed esplorazione della compagnia petrolifera statale saudita ARAMCO nel periodo 1992-2004.

Per prima cosa” afferma al-Husseini secondo il cablo “è possibile che le riserve saudite non siano così abbondanti come spesso vengono descritte e che il termine per la loro produzione non sia così illimitato come gli executive dell’ARAMCO e gli ottimisti nel settore dell’energia vorrebbero.”

Le previsioni di Al Husseini sono invece molto più pessimiste e fondate su quelli che, a suo dire, sarebbero dati dimostrati. Secondo l’ex tecnico petrolifero le riserve saudite sarebbero sovrastimate di circa 300 miliardi di barili, che al-Husseini definisce “speculative resources”.

Nelle parole dell’ex tecnico ARAMCO, citate nel cablo, emerge invece “a plateau in total output that will last approximately 15 years”. Il punto di non ritorno è previsto per pochi anni dopo il 2020. Il cablo parla di “un lento ma inesorabile declino” che “nessun aumento o sforzo sarà in grado di arrestare”.