Milano, omicidio Luca Massari: chiesti 23 e 21 anni per Pietro e Stefano Citterio

Il pm di Milano ha chiesto che Pietro e Stefania Citterio vengano condannati a 23 e 21 anni di carcere per l’omicidio del tassista Luca Massari.


23 e 21 anni di carcere. Sono queste le richieste di condanna formulate ieri dal pm di Milano Tiziana Siciliano per i fratelli Piero e Stefania Citterio, a processo per l’omicidio del tassista milanese Luca Massari, massacrato di botte il 10 ottobre 2010 dopo che aveva investito ed ucciso un piccolo cocker tenuto senza guinzaglio.

Il processo è giunto alle sue battute finali – Michael Morris Ciavarella, è già stato condannato a 16 anni di carcere con rito abbreviato – e la requisitoria di ieri ha ricostruito nei dettagli gli eventi di quel 10 ottobre che hanno portato al decesso, dopo un mese di coma, del tassista milanese. Il pm ha
invocato la concessione delle attenuanti generiche equivalenti all’aggravante dei futili motivi ed ha escluso anche l’aggravante della crudeltà.

Il risultato è stato la richiesta a 23 anni di carcere per Pietro Citterio e 21 anni per la sorella Stefania, fidanzata di Ciavarella. Al primo vengono contestate le accuse di omicidio volontario con dolo eventuale aggravato dai futili motivi, in continuazione con i reati di incendio della macchina di un testimone e lesioni volontarie lievi ai danni di un fotografo colpito con un bastone il giorno dopo il pestaggio di Massari.

Michael Morris Ciaravella
Simona Citterio
Piero Citterio

Stefania Citterio, invece, è imputata soltanto per concorso in omicidio volontario. Per l’altra persona a processo, Davide Lagreca, il pm ha chiesto una condanna a 6 mesi di carcere per favoreggiamento.

Nel concludere la sua requisitoria, il pm si è rivolto ai giudici che dovranno emettere la sentenza ed ha chiesto loro di tenere bene a mente chi è Stefania Citterio:

Non la donna timorosa, bionda, con gli occhi bassi che si è presentata al processo. Ma la donna che quel giorno alle 12.44 mentre è al telefono con il 118 un attimo dopo l’aggressione, si rivolge al quartiere, alla folla curiosa che si raccoglie intorno al corpo ormai senza vita di Luca Massari: ‘Nessuno ha visto niente’. La stessa donna che la sera successiva, dopo questi drammatici eventi, tornando dal lavoro e trovando una situazione da guerriglia urbana in strada, con le forze di polizia in assetto antisommossa per un gruppo di ragazzi che protestano contro chi ha avuto l’ardire di arrestare due amici, arriva e li affronta, dicendogli di piantarla e non stiamo a ripetere le parolacce usate. Questa è la vera Stefania.

Il processo continua.

Via | Il Secolo XIX

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