Napolitano: le carceri sono una realtà inammissibile

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano torna sul tema carceri: “realtà inammissibile, il Governo ed il Parlamento intervengano”.

In occasione del 196° anniversario del Corpo di Polizia Penitenziaria, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è tornato sul tema carceri, sempre più caldo sopratutto dopo la sentenza Cucchi, auspicando un intervento legislativo del Governo e del Parlamento volto a fronteggiare una situazione di sovraffollamento, degrado e disagio definita “inammissibile”.

Era il 28 luglio 2011 quando, in occasione del Convegno “Giustizia! In nome della Legge e del Popolo sovrano” organizzato dai Radicali alla sala Zuccari del Senato, il Presidente della Repubblica aveva lanciato un monito (rimasto inascoltato) al Parlamento ed a tutte le forze politiche affinchè si facesse qualcosa urgentemente per risolvere l’inumana situazione carceraria italiana.

Quella che Marco Pannella definisce una “flagranza di reato” e che Giorgio Napolitano definì, quel 28 luglio, “una realtà che ci umilia in Europa”, torna oggi prepotentemente nelle parole del Presidente della Repubblica il quale, nel rivolgere il suo totale apprezzamento per il lavoro svolto dal Corpo di Polizia Penitenziaria nelle disumane carceri italiane, ha inviato un messaggio al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Tamburino:

“Nell’esercizio dell’attività di vigilanza loro affidata essi fronteggiano quotidianamente le situazioni di disagio, di sofferenza e di rischio che la pesante realtà carceraria comporta consentendo di far fronte, con spirito di abnegazione e profondo senso dell’istituzione, alle carenze del sistema, che hanno raggiunto soglie di criticità non più ammissibili.”

Il Presidente ha ricordato l’urgenza di risolvere la questione carceraria (che altrove viene definita tortura, reato che l’Italia ancora non riconosce ma per il quale viene condannata in sede europea), urgenza divenuta priorità del nuovo governo:

“Si richiedono ora decisioni non più procrastinabili per il superamento di una realtà degradante per i detenuti e per la stessa Polizia Penitenziaria che in essa opera, al fine di assicurare l’effettivo rispetto del dettato costituzionale sulla funzione rieducativa della pena e sul senso di umanità cui debbono corrispondere i trattamenti relativi all’espiazione delle condanne penali.”

Napolitano ha ricordato, nel suo messaggio, come i lavori sul disegno di legge sulla modifica del sistema sanzionatorio vadano ripreso immediatamente, dopo l’impossibilità a concluderli nella passata legislatura, chiedendo alla politica di assumersi responsabilità che conducano a decisioni dai risultati concreti ed immediati.

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