Clément Méric muore a Parigi e la gente scende in piazza silenziosa

Un ragazzo che muore per futili motivi, la Francia si sdegna e scende in piazza i politici reagiscono con un fiume di dichiarazioni.

di sara


Cala la sera su una giornata scioccante nella quale Parigi si è ritrovata faccia a faccia con una brutalità inaudita e gratuita.
L’hanno ridotto in fin di vita gettandolo su un paletto in pieno centro di Parigi.
Clément Méric, nemmeno vent’anni, giovane sindacalista originario di Brest e trasferitosi nella capitale per frequentare la celebre Science Po’ (L’università di Scienze Politiche della capitale che ha formato gran parte delle personalità politiche francesi nel corso dei decenni), nonché membro d’Action antifasciste, é stato violentemente aggredito da un gruppo di presunti skinheads, ogni dubbio resta lecito dato lo stato ancora iniziale delle investigazioni, che hanno comunque portato ad alcuni fermi per la bagarre avvenuta nei pressi della stazione Saint-Lazare e descritta nel video.

Soccorso e trasportato all’ospedale de la Pitié-Salpêtrière in condizioni gravissime, è rapidamente passato in stato di morte celebrale, per poi esser dichiarato ufficialmente morto, come titolano ormai gran parte dei media francesi e non. Per ricordarlo e cercare di comprendere, i suoi compagni universitari si sono già riuniti alle 16,00 nel giardino della sede della facoltà, al civico 27 di rue Saint-Guillaume, rispondendo ad un comunicato pubblicato proprio dall’Università.

Sdegno, dichiarazioni ufficiali e la copertina di Libération

Le principali cariche dello stato si sono espresse fermamente sull’accaduto che riporta a Parigi alcuni venti, il presidente François Hollande appena arrivato in Giappone per una visita ufficiale ha affermato che:

questi gruppi che creano disordine devono essere repressi.

Gli fa eco il primo ministro Ayrault che ha risposto alle interrogazioni dei senatori con un appello rivolto a:

trovare risposte politiche e giuridiche affinché tali movimenti vengano combattuti…e scissi in maniera democratica.

La destra si divide tra vicinanza e denuncia di strumentalizzazione

Dal canto suo una parte della destra, nelle parole di vari esponenti tra i quali l’eurodeputata Rachida Dati, non manca di denunciare un tentativo di recupero della sinistra. Mentre il presidente dell’UMP Jean-François Copé, esprime vicinanza alla famiglia di Méric condanna a gran voce l’aggressione e chiede che la vicenda sia delucidata sin nei dettagli invitando il Ministro dell’Interno a prendere le sue responsabilità per dissolvere tali compagini di estremisti. Nel frattempo NKM, vincitrice delle primarie della destra e candidata alle prossime elezioni di Parigi, recatasi sui luoghi, è stata violentemente fischiata.

Il Partito Socialista chiama e la piazza risponde a Parigi, in molti centri urbani del paese e anche all’estero

Photo by Antoine Antoniol/Getty Images
Ed è proprio in piazza che il segretario Generale del PS @harlemdesir ha invitato i cittadini a riunirsi proprio stasera in omaggio al giovane Clément Méric vittima di quello che definisce “un ignobile crimine di odio”. Ed è stato ascoltato. Il live della manifestazione convocata per le 18,30 a Place Saint-Michel, poco lontano da Notre Dame e continuata presso la Rue Coumartin, teatro dell’atto al numero 60, nel IX° arrondissement, sul sito di Le Monde al link ha registrato un nutrito seguito.
Folle eterogenee in strada anche a Marsiglia, Lione, Poitiers, Bordeaux, Lille, Tolosa… un’altra riunione è prevista per le 18,30 di domani a Rennes, con slogan contro il fascismo e saluti al defunto, e anche all’estero si progettano azioni in memoria:

Tante testimonianze per una sola inchiesta

Photo by ASCAL PAVANI/AFP/Getty Images)
Un’inchiesta complessa date le molte testimonianze oculari, che ha portato al fermo di sette persone a Saint-Ouen (rintracciati nel dipartimento della Seine-Saint-Denis), sei uomini e una donna, tutti al di sotto dei trent’anni, tra le quali ci sarebbe anche il presunto autore del colpo fatale. Secondo la polizia si tratterebbe infatti di un fatto di sangue dalla “connotazione politica”, tesi confermata dal ministro dell’Interno Manuel Valls, affermando in un comunicato la “sua totale determinazione a sradicare questa violenza che porta il segno dell’estrema destra”.

Accuse e distacchi

Frigide Barjot, icona della manif pour tous, è stata chiamata direttamente in causa dalle dure parole di Pierre Bergé uomo d’affari vicino al partito socialista e azionista di Le Monde, che non ha risparmiato i “complimenti” nel suo twit Pierre Bergé @pvgberge


in risposta al quale la Barjot ha annunciato la denuncia per “menzogne e incitazione all’odio razziale” tornando a tirare in ballo nel suo ormai costante ritornello la colpevolezza del governo Hollande e della legge Taubira (quella del matrimonio per tutti giusto per intenderci).
Marine Le Pen invece dissocia il Front National da qualsiasi legame con i fatti accaduti, anhce se è proprio al suo partito che fa riferimento Jean-Luc Mélenchon denunciando sur blog, una “violenza selvaggia”  alimentata da “una cultura metodicamente inculcata e alimentata dall’estrema destra”.

Effetti nefasti di un clima di tensione

La tensione palpabile suscitata dalle numerose manifestazioni contro l’apertura del matrimonio e dell’adozione alle coppie omosessuali, esacerbate dal suicidio dimostrativo dell’ideologo di destra Dominique Verner, un canto del cigno pronto a rivelare tutto il suo veleno a scoppio ritardato, sembra aver sortito i suoi effetti, cavalcando una tendenza al radicalismo che si nutre in un tessuto sociale affievolito dalla crisi.

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Via | lemonde.fr